La sanità ragusana si mette in movimento per raggiungere chi rischia di rimanere ai margini delle cure. Sono stati consegnati questa mattina, nel piazzale antistante il P.O. “Giovanni Paolo II” di Ragusa, i due nuovi motorhome clinici acquistati dall’ASP nell’ambito del Programma Nazionale Equità nella Salute 2021-2027, con un investimento complessivo di 490 mila euro. […]
Aumenta in provincia di Ragusa il consumo di cocaina: lo rivelano i dati dei Sert
17 Giu 2020 11:58
Feste, occasioni, incontri di qualsiasi tipo da quelli sessuali spinti a quelli “innocenti” si trasformano in occasioni per farsi una bella tirata di naso oppure, come è sempre più frequente, per farsi una fumatina di crack (molto più potente e molto più neurotossico della cocaina che già non scherza per danni cerebrali).
Le notizie di continui arresti per spaccio di droga nei parchi, l’ultimo dei quali è avvenuto pochi giorni fa, con una retata nel parco del City di Ragusa, mette in evidenza un fenomeno: la quantità della domanda, che evidentemente è altissima e il fatto che a finire nella rete, sempre più spesso, sono piccoli spacciatori, spesso stranieri del nord africa. Raramente si riesce a colpire la filiera.
Stiamo andando verso una americanizzazione dei comportamenti sociali; il consumo di crack è stato un gravissimo problema dei consumatori statunitensi negli ultimi dieci anni creando danni sociali e per la salute enormi, e ora, come se niente fosse, sta iniziando da noi anche nelle fasce più giovani della popolazione che non hanno le misure giuste per essere critici rispetto a questo consumo. Il crack è ricavato tramite processi chimici dalla cocaina, essa viene poi assunta inalando il fumo dopo aver surriscaldato i cristalli in pipe apposite di vetro o ricavate spesso da bottiglie di plastica modificate o lattine. Questa operazione provoca degli scricchiolii che danno origine al suo nome. E’ uno stupefacente molto pericoloso, in quanto dà un’assuefazione psicologica e fisica quasi immediata.
Consumatori e spacciatori solidarizzano passando da un ruolo all’altro indifferentemente in un giro di soldi vorticoso e di perdita del controllo parossistico.
Non si possono controllare gli effetti sia a breve che soprattutto a lungo termine della cocaina. Non abbiamo una terapia farmacologica adeguata per combattere questa guerra.
La cocaina, infatti, non è come l’eroina, che può essere sostituita con una cura farmacologica controllata generalmente a base di metadone.
Se c’è tanta cocaina in giro il problema non è di chi la mette in giro che commette un reato punito fino a 20 anni di carcere e fa i miliardi; il problema è di chi la chiede che compone un numero che è sempre più grande. Fino a quando ci sarà una sola domanda di cocaina ci sarà sempre una offerta. Questo è un problema di tutti e non può essere un problema solo sanitario o solo dei SerT.
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