Attacco Usa al Venezuela, la notte di paura raccontata dalla “ragusana nel mondo” Adele Sulsenti: “Sveglia alle due di notte tra bombardamenti e elicotteri”. Da Caracas

Un attacco su larga scala, pianificato nei minimi dettagli, che ha cambiato in poche ore il volto politico del Venezuela. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato l’operazione militare che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, parlando di una “operazione brillante”, condotta con “truppe eccellenti” e una pianificazione accurata. Un’azione che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Trump, avrebbe avuto come obiettivo diretto la rimozione del leader venezuelano dal potere.

Mentre sul piano internazionale si susseguono prese di posizione, condanne e appelli alla moderazione, a Caracas la popolazione ha vissuto ore di tensione, paura e attesa.

Contatta da Ragusaoggi.it a raccontare cosa è accaduto nella capitale venezuelana è una voce che arriva direttamente dalla città sotto attacco: quella di Adele Sulsenti, ragusana che vive da anni a Caracas, imprenditrice di successo e premiata nel 2019 con il riconoscimento “premio Ragusani nel Mondo” dall’omonimia associazione diretta da Sebastiano D’Angelo.

La testimonianza da Caracas: «Sveglia dalle due del mattino, rumori mai sentiti prima»

La nostra redazione ha contattato Adele Sulsenti poche ore dopo l’inizio degli attacchi. Il suo racconto restituisce con forza il clima vissuto dalla popolazione civile durante la notte.

«Io sono qui a Caracas e sono sveglia dalle due del mattino, perché a quell’ora sono cominciati i bombardamenti», racconta. «Gli aerei sorvolavano la città, un rumore fortissimo, mai sentito prima, mai conosciuto. Tipi di suoni e di attacchi che qui non avevamo mai vissuto».

Un risveglio improvviso, nel cuore della notte, che ha spinto molti cittadini ad affacciarsi dalle finestre per capire cosa stesse accadendo. «Ci siamo affacciati tutti e vedevamo chiaramente gli attacchi, i bombardamenti in punti specifici. Si sentivano elicotteri speciali: alcuni si vedevano, altri no, ma il rumore era fortissimo».

Adele Sulsenti vive in una zona dalla quale è possibile osservare gran parte della città. «Io ho la fortuna di poter vedere quasi tutta Caracas da dove abito. Si vedevano chiaramente gli attacchi e, in lontananza, i bombardamenti».

Un’azione mirata: aeroporti, porti e basi militari

Col passare dei minuti, e poi delle ore, è apparso chiaro che non si trattava di un attacco diffuso. «È durato circa un’ora e mezza, forse due ore. Sentivamo questi rumori di guerra sopra il cielo, un suono stridente, continuo. Ma col tempo abbiamo capito che non era un attacco contro la popolazione».

Sui social e sulle reti locali hanno iniziato a circolare video girati da chi si trovava più vicino ai luoghi colpiti. «Nelle reti cominciavano a vedersi video, filmati di persone che erano più vicine ai punti colpiti. Si capiva che gli attacchi erano concentrati su aeroporti, porti e basi militari».

Una strategia chiara, secondo la Sulsenti. «Alla fine tutti abbiamo capito che non era una guerra nel senso tradizionale».

«Un’operazione a sorpresa»

Dopo circa un’ora e mezza, racconta Adele Sulsenti, tutto è improvvisamente cessato. «All’improvviso gli attacchi sono scomparsi. Gli aerei, questi elicotteri speciali, non si sentivano più. Solo dopo abbiamo capito che alcuni potevano essere anche telecomandati, perché erano tanti, passavano nel cielo ma non sempre si vedevano chiaramente».

«Restiamo calmi, in attesa di capire cosa succederà»

Il futuro resta incerto. «Siamo tutti in attesa di notizie, ci stiamo preparando con calma a capire cosa succederà».

Nelle ore successive agli attacchi, l’attenzione è rivolta anche alle mosse internazionali. «Si parla di una conferenza degli Stati Uniti. In questo momento ascoltiamo le notizie e restiamo calmi in casa».

Chi è Adele Sulsenti, la ragusana a Caracas

Adele Sulsenti è una figura molto conosciuta nella comunità ragusana all’estero. Nata a Ragusa, si è trasferita da piccolissima in Venezuela, dove ha costruito una brillante carriera professionale. È stata una dei cinque premiati della 25ª edizione del premio “Ragusani nel Mondo”, riconoscimento che celebra le eccellenze iblee affermatesi all’estero.

Mamma e imprenditrice di successo, ha avviato una fiorente carriera nel settore assicurativo. È fondatrice della “Adele Sulsenti International Insurance”, agenzia oggi attiva anche negli Stati Uniti, e inserita in una rete internazionale che collabora con realtà di tutto il mondo. Da anni partecipa alle Convenzioni Mondiali di una delle più importanti compagnie di assicurazione sanitaria internazionale, la VUMI Group.

Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli manageriali di alto livello in grandi aziende internazionali come Warner Lambert, United Distillers, RCI e IBM. Proprio in IBM ha gestito, tra il 1997 e il 2009, un complesso progetto di outsourcing con circa 800 dipendenti specializzati nei servizi di alta tecnologia.

Dal 2010 opera nel campo delle assicurazioni internazionali offrendo consulenza e assistenza per i prodotti delle principali compagnie americane, garantendo soluzioni personalizzate per copertura e previdenza. Attualmente vive a Caracas ed è mamma di due ragazzi.

Le reazioni internazionali e l’allerta per gli italiani

L’attacco ha scatenato reazioni immediate sul piano internazionale. Mosca ha condannato duramente quella che ha definito un’aggressione armata, mentre dall’Unione Europea è arrivato un appello alla moderazione e al rispetto dei principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.

In Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue con attenzione l’evolversi della situazione, mantenendo un costante contatto con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Lo stesso Tajani ha assicurato che la Farnesina sta monitorando la sicurezza della comunità italiana in Venezuela, storicamente molto numerosa e profondamente integrata nel tessuto del Paese.

L’ambasciata italiana a Caracas ha invitato i connazionali a non uscire di casa e a limitare al minimo gli spostamenti, sottolineando che la priorità assoluta in queste ore resta l’incolumità dei cittadini.

Nel frattempo, a Caracas, la popolazione resta chiusa in casa, in silenziosa attesa. Come racconta Adele Sulsenti, «in questo momento l’unica cosa da fare è stare calmi, ascoltare le notizie e aspettare di capire quale sarà il futuro del Venezuela».

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