La volontà di mantenere gli impegni c’è, ma le tempistiche restano un’incognita. È questo il principale elemento emerso dall’incontro operativo che si è svolto questa mattina a Piazza Igea tra rappresentanti dell’Azienda Sanitaria Provinciale e le istituzioni del territorio sul futuro del presidio sanitario di Modica Alta. A confermarlo è la stessa Asp di Ragusa […]
Ato Ambiente, sindaco Cassì propone di lasciare soltanto presidente liquidatori, ma da alcuni sindaci arriva stop: “Rischio manovre elettorali”
04 Ott 2020 16:38
Se ne parli dopo i turni elettori che stanno riguardando la provincia di Ragusa (oggi e domani a Ispica e poi nelle prossime settimane a Vittoria). E’ questo il garbato suggerimento che è arrivato da alcuni sindaci iblei nel corso dell’ultima riunione dell’Ato Ambiente (una decina di giorni fa) dopo che il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che è anche il presidente della Srr, ha proposto il taglio del collegio dei liquidatori dell’Ato Ambiente ma contestualmente ha avanzato un’altra proposta, quella di mantenere, tra i tre attuali liquidatori, soltanto il presidente del collegio liquidatori, cioè Giancarlo Cugnata.
Se sulla riduzione dei costi, con il conseguente taglio del collegio dei liquidatori, i sindaci hanno mostrato unità di intenti, sulla seconda proposta è arrivato un deciso stop con la richiesta di parlarne dopo le elezioni. Perché? Presto detto. Cugnata non è infatti solo il presidente del collegio dei liquidatori dell’Ato Ambiente, ma è anche il commissario provinciale di Forza Italia, un partito dunque di Centrodestra che non è di certo distante dalla compagine politica proprio del sindaco Cassì. Cugnata ha inoltre un incarico presso la Regione che lo porta a Palermo per più giorni a settimana. E molti sindaci, anche se non in modo esplicito, si sono chiesti se questa proposta avanzata da Cassì, oltre ad avere una valenza politica proprio a pochi giorni dai turni elettorali, fosse davvero funzionale considerato il fatto che l’unico liquidatore che resterebbe ha una carica politica di un certo peso. Da qui l’invito a soprassedere e a parlarne dopo il turno elettorale.
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