RAGUSA – I sindacati dei medici dell’Asp di Ragusa hanno proclamato unitariamente lo stato di agitazione, annunciando la possibilità di arrivare anche allo sciopero. Alla base della protesta, secondo quanto comunicato dalla Federazione dei medici territoriali (Fmt), ci sarebbero “gravi criticità nell’assistenza primaria e territoriale della provincia” e il mancato raggiungimento di un’intesa dopo gli […]
Anche le famiglie del ragusano vedono “nero” per il proprio futuro. Il 30% non farà vacanze, saltati acquisti di mobili, auto ed elettrodomestici
27 Mag 2020 09:44
Il rapporto Confcommercio-Censis evidenzia come pure le famiglie del Ragusano vedano “nero” per il proprio futuro e per quello del Paese. Il 30% questa estate non farà vacanze mentre sono saltati gli acquisti di mobili, auto ed elettrodomestici. E’ un dossier specifico quello che l’associazione di categoria ha proposto e che riflette le ripercussioni sull’economia, anche locale, causate dalla pandemia. Naturalmente, tutto ciò è successo a causa della crisi sanitaria e del Lockdown.
Gianluca Manenti, presidente della ConfCommercio Ragusa, dichiara: “Il 42,3% delle famiglie anche nel nostro territorio ha visto ridursi l’attività lavorativa e il reddito, il 25,8% ha dovuto sospendere del tutto l’attività e il 23,4% è finito in Cig. Dallo studio emerge, inoltre, che quasi sei famiglie su dieci temono di perdere il posto di lavoro e che resta molto ampia la fascia di chi, dopo la riapertura del Paese, guarda al futuro con pessimismo: il 52,8% vede “nero” per la propria famiglia, percentuale che sale al 67,5% con riferimento alle prospettive del Paese.
Quanto ai consumi, infine, il 23% ha dovuto rinunciare definitivamente all’acquisto di beni durevoli (mobili, elettrodomestici, auto) già programmati e il 48% a qualunque forma di vacanza (weekend, ponti, Pasqua, vacanze estive).
A quest’ultimo proposito, oltre la metà delle famiglie non ha programmato nulla per il prossimo futuro e circa il 30% rimarrà a casa non avendo disponibilità economica (percentuale che sale al 57% per i livelli socioeconomici bassi). Solo il 9,4% si permetterà il “lusso” di partire ma con una riduzione di budget e di durata”. “Il rapporto Confcommercio Censis – precisa Manenti – delinea, dunque, un paese in forte difficoltà e mai così preoccupato. In sintesi, produzione lenta; rischio disoccupazione; crollo della fiducia e dei consumi”.
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