Ambiente e rinnovabili: Ergon avvia 8 nuovi cantieri fotovoltaici in altrettante strutture della sua rete

Raggiungere il 30% di autoproduzione di energia elettrica è l’obiettivo che Syneos (capogruppo di Ergon ed altre imprese) ha assegnato alle sue controllate, proseguendo dunque un cammino virtuoso già avviato anni fa.
Ergon, leader nella grande distribuzione in Sicilia e nel Sud Italia con le insegne Despar, Ard e Altasfera, si è già attivata per l’avvio della progettazione e della fase esecutiva per 8 nuovi cantieri fotovoltaici che saranno allocati su altrettante strutture della propria rete. Per la provvista finanziaria interamente dedicata è stato emesso il primo prestito obbligazionario.


A questo progetto di produzione di energia rinnovabile, in aggiunta ai già operativi 14 impianti per una produzione complessiva di circa 10 megawatt, si affianca quello di riduzione dei consumi. Lo si farà attraverso la sostituzione dei vecchi neon con i meno energivori led; l’utilizzo di banchi frigo con sistemi di chiusura che mantengono le basse temperature e riducono, quindi, i consumi; l’installazione di centrali termiche per i banchi e le celle frigo a ridotto consumo e che non utilizzano gas non sostenibili.


Inoltre, come dichiara Paolo Canzonieri Presidente di Ergon, con delega anche alla formazione, “elemento ulteriormente qualificante è un programma di 8.000 ore di formazione per 300 collaboratori e collaboratrici (dirigenti, tecnici, operativi) tese alla cultura della sostenibilità attraverso lo sviluppo di competenze trasversali che coerentemente incideranno sulle modalità di svolgimento di molte procedure di lavoro”.
Tutto questo ha indotto la capogruppo Syneos ad emettere un bond dedicato di 2,5 milioni interamente sottoscritto da UniCredit, che ha altresì fornito tutta l’assistenza necessaria per l’operazione.


“È la misura della fiducia che la Banca ha ulteriormente riconosciuto al nostro gruppo – dichiara Clara Cavalieri, responsabile tesoreria e finanza di Ergon – Ci ha accompagnato in questa, per noi, nuova esperienza di copertura finanziaria che differisce non poco dalle consuete forme fin qui utilizzate. Su indirizzo della Capogruppo l’abbiamo vissuta come “una palestra” di formazione e adeguamento della nostra struttura che auspichiamo possa servirci per obbligazioni più consistenti destinate ad investimenti di sviluppo tesi alla crescita della già non irrilevante quota di mercato detenuta”.

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