Altro che click day, è stato crack day. Dipasquale chiede a Musumeci di riferire in aula. Il M5S, le dimissioni di Turano

“Una grande scritta sul portale allestito per gestire le prenotazioni al Bonus Sicilia, la piattaforma regionale SiciliaPei, annuncia che per problemi tecnici il Click day è rinviato a giovedì. Avevamo messo le mani avanti per tempo, avevamo avvertito, chiedendo lo stop, seguendo quasi un presentimento che ci aveva fatto intuire che sarebbe finita così. Inutile dire che il semplice rinvio di soli tre giorni non è sufficiente, ma è necessario lo stop totale al meccanismo che va rivisto completamente”. Lo dichiara l’on. Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico, che nelle ultime settimane più volte è intervenuto sia in Assemblea Regionale Sicilia sia con delle note al Presidente della Regione chiedendo ripetutamente lo stop al Bonus Sicilia e al Click day.

“Se ci avessero ascoltato – continua Dipasquale – decine di migliaia di imprese siciliane avrebbero potuto evitare tutta una serie di sofferenze burocratiche, dalle file che hanno intasato le sedi delle Camere di Commercio ai contatti continui con i commercialisti. Adesso si cerca di scaricare le responsabilità su un’azienda di telecomunicazioni per coprire l’atteggiamento e gli errori di un Governo regionale arrogante che dovrebbe capire da solo che una proroga di pochi giorni vuol dire solamente prolungare un’agonia. Non può bastare una schermata con un annuncio a risolvere i problemi, bisogna fermarsi e risolverli per il bene dell’intera imprenditoria siciliana”.
“Ritengo assolutamente necessario, inoltre – conclude il parlamentare dem – che il presidente Musumeci venga in Assemblea a confrontarsi con il Parlamento, per spiegarci come intenda andare avanti”.

“Altro che click day, è stato crack day: Il governo regionale è presuntuoso e incompetente. Turano e tutti i responsabili di questa genialata devono andare a casa con grande vergogna e non farsi più vedere dai siciliani. Abbiamo avvisato ogni giorno il governo Musumeci che la modalità di assegnazione dei fondi alle imprese colpite dalla crisi derivante dalla pandemia sarebbe stato un flop e così è stato. Solidarietà massima alle aziende”. A dichiararlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle a proposito del flop del click day predisposto dalla Regione Siciliana per l’erogazione del bonus di ristoro alle imprese colpite da crisi derivante dalla pandemia. I deputati Cinquestelle avevano denunciato questa possibilità già ad agosto con interventi in aula a Palazzo dei Normanni, atti parlamentari e richieste di audizione in commissione attività produttive all’Ars.

“Proprio ieri – spiega il capogruppo Giorgio Pasqua – avevamo reso noto come le domande caricate sul portale della Regione Siciliana dalle imprese risultavano mescolate con dati di altre aziende. Il sistema era in sostanza andato in crash ancora prima del click day. Oggi l’epilogo di un disastro annunciato con il sito in tilt e le aziende inferocite.

“Non esiste volta – diceva Luigi Sunseri a Sala D’Ercole – in cui la Regione Siciliana non abbia fallito sul click day. Anche questa volta metteremo a rischio 130 milioni di euro destinati alle imprese attraverso una modalità che di fatto non mette le imprese sullo stesso piano. L’impresa collegata con la rete internet dotata di fibra non può matematicamente avere le stesse possibilità delle imprese che cliccano dalle Madonie o dai Nebrodi con connessione decisamente più lenta”.

Mercoledì 7 ottobre la Commissione Attività produttive avrà in audizione l’assessore Turano proprio su richiesta delle deputate Cinquestelle Jose Marano, Ketty Damante e Valentina Zafarana. “Già il fatto di avere la possibilità di parlare con l’assessore Turano a cose fatte- spiegano le deputate – la dice lunga sulla supponenza di questo governo regionale, ma siccome è stato un flop e la Regione si è vista costretta a rinviare ad altra data questo benedetto click day, chiederemo all’assessore, tra le altre cose, conto di quanto è costata questa procedura alle tasche dei contribuenti siciliani ed ovviamente degli imprenditori”.

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