AL CONSIGLIO COMUNALE DI MODICA APPROVATI IL REGOLAMENTO E LE ALIQUOTE IMU

Dopo sei ore di lavori, compresa una sospensione, il consiglio comunale approva due atti importanti: il regolamento e le aliquote IMU e l’attivazione della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell’art. 243 bis del DL 10 ottobre 2012, n° 174. 

Un atto importante e fondamentale per la vita finanziaria dell’ente atteso che il comune avvia una procedura di monitoraggio assistito da parte della Corte dei Conti e che imporrà all’ente scelte decisive per la viua del risanamento.

Presenti 25 consiglieri, il Presidente del consiglio comunale illustra al civico consesso la situazione economica in cui si trovano gli enti locali destinatari, dallo stato centrale, di tagli dell’ordine del 48% delle risorse.

Il DL 174 del 10 ottobre scorso, varato dal governo, dà la possibilità agli enti locali di poter adottare alcune misure che potrebbero consentire al comune di poter beneficiare del fondo di rotazione che prevede 100 euro per ogni cittadino sino al massimo di 5.700.000,00 di euro; tutte le esecuzioni intraprese a carico dell’ente sarebbero sospese per 60 giorni.

L’ente poi deve redigere un piano pluriennale esitato dal consiglio comunale e se accettato dalla Corte dei Conti, e dalla sottocommissione istituita e da l’avvio al cammino per riequilibrare il bilancio dell’ente. Una misura di intervento che il Governo ha posto in essere per fronteggiare gli squilibri di bilancio.

Il Presidente del consiglio comunale auspica la condivisione di un testo adottato dall’intera civica assise; annuncia una sospensione di quindici minuti con i capigruppo, i revisori dei conti e dei dirigenti per una avere consapevolezza di quello che si andrà a fare per verificare la possibilità di avere un testo condiviso. 

Il Sindaco illustra la decisione assunta dalla giunta con la delibera che viene proposta,adesso, in consiglio.

In questi quattro anni si è cercato di recuperare il deficit ed è stato fatto con la cancellazione dei residui attivi e passivi, con le risorse di bilancio, avviate una serie di transazioni; gestire i commissari ad acta che si sono inseriti e questo per evitare il dissesto finanziario.

Questa amministrazione ha sempre sostenuto che, malgrado tutto, la situazione rimane molto critica.

I limiti in cui ci si è mossi sono legati al fatto che l’azione di risanamento fatta non si è trasformata in una macelleria sociale nei confronti della città. Si è cercato di salvare servizi essenziali. La riduzione dei trasferimenti statali e regionali, l’aumento delle entrate tributarie non sono state adeguate alle aspettative; i nuovi debiti fuori bilancio comparsi, nel mentre si sono ristretti i vincoli sul patto di stabilità.

Nella fase di chiusura del bilancio tra tante difficoltà, il 10 ottobre è stato varato il DL 174 che prevede un rafforzamento del controllo della Corte dei Conti al contro sulla gestione finanziaria dell’Ente. Il 18 ottobre scorso la Corte dei Conti convocava gli amministratori dell’ente il 24 ottobre in quanto erano state rilevate criticità  nel conto consuntivo 2011. L’Assessore al bilancio Santino Amoroso e l’Assessore alle Opere Pubbliche Giuseppe Sammito hanno informato circa la soluzione nuova che intendeva intraprendere il Comune.

La Corte dei Conti dunque ha posto il problema della scelta: o la strada del riequilibrio finanziario pluriennale e accedere al fondo di rotazione o la comunicazione, da parte della Corte alla Prefettura, per avviare la procedura di dissesto finanziario. Da qui l’adozione della delibere da parte della Giunta Municipale  il 29 ottobre scorso. Stasera si avvia un percorso che, intanto, bloccherà tutte le procedure esecutive; necessario preparare un piano che in cinque anni, tra entrate e uscite, dovrebbe riequilibrare i bilanci dell’ente.

Il sindaco ritiene che l’atto deve essere condiviso. Non è fatto contro nessuno e senza il quale c’è il dissesto. In sessanta giorni bisogna poi preparare il piano di finanziario con l’aiuto di tutti, maggioranza e opposizione, per uscire da questo stato di difficoltà. Ogni sei mesi l’amministrazione dovrà dare conto della verifica di alcuni adempimenti finanziari; se ciò non sarà fatto saranno irrorate pesantissime sanzioni a carico degli amministratori e della corte dei conti.

Si sospendono i lavori. Alla ripresa dei lavori sono presenti 27 consiglieri. Il Presidente legge la parte deliberativa della delibera: fare ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale; dare mandato al dirigente dell’ufficio finanziario di trasmettere la deliberazione entro 5 giorni dalla data di esecutività, alla competente sezione regionale della Corte dei Conti e del Ministero degli Interni.; di assumere impegno di approvare, entro il termine perentorio di 60 giorni dalla data di esecutività della deliberazione, un piano di riequilibrio finanziario pluriennale della durata massima di 5 anni, compreso quello in corso, corredato dal parere dell’organo di revisione economico-finanziario; di dichiarare la presente deliberazione immediatamente esecutiva.

Il consigliere comunale del PDL Bartolo Azzaro ribadisce un concetto già espresso ovvero che l’amministrazione ha continuato a dire che i conti si stavano risanando, i bilanci erano in ordine e invece la Corte dei Conti certifica nei fatti il dissesto. In quattro anni nulla si è fatto. Si tratta di un dissesto pilotato. Non si dichiara il dissesto perché molti non potrebbero ricandidarsi per dieci anni. In questo momento è necessario un azzeramento della giunta, per farne una di carattere tecnico. Questa giunta ha portato al dissesto e quindi ora si deve cambiare, in questi ultime sei mesi. Si prenda questa sera un impegno formale. A queste condizioni si vota la delibera.

Il Presidente precisa che la non candidabilità non si riferisce al dissesto ma alla non applicazione del piano pluriennale.

Il capogruppo dei Popolari Salvatore Cannata invoca una risposta da parte del Sindaco su questa proposta.

Il capogruppo del PD Giorgio Zaccaria ribadisce che le forze di maggioranza hanno sempre evidenziato la situazione critica dell’ente e si è fatta un’azione di risanamento seria che sta tutta nei numeri certificati, vedi il pagamento dei debiti fuori bilancio che assieme all’avanzo di amministrazione certificati in quattro anni sommano venti milioni di euro.

La Corte dei Conti sul consuntivo 2010 non ha avuto niente da ridire e oggi ha assunto una posizione diversa e che trova nella crisi economica generalizzata il suo modo d’essere.

Oggi c’’è la possibilità di un ripiano del debito in cinque anni . Sui 56 milioni di euro dei debiti del 2008 sono stati onorati di 27 milioni di euro. Oggi rimangono 29 milioni di euro di debiti che sono stati ereditati da questa amministrazione. Il Comune può uscire dalla crisi in cinque anni così come indica il decreto legge. Detto questo non c’è ragione alcuna per chiedere le dimissioni degli assessori. La scelta di questa sera è una scelta obbligata. Dobbiamo prendere delle responsabilità per dare conto agli elettori.

Il consigliere Giorgio Stracquadanio riferendosi al capogruppo del PD gli ricorda alcune sue dichiarazioni rese lo scorso anno in cui il malato ( il Comune di Modica) non era più moribondo e quindi era in convalescenza. Stasera si è qui a parlare di predisse sto. Nel 2002 il consiglio comunale votò il riconoscimento dei debiti fuori bilancio di due milioni e nessuna ha rivolto responsabilità e la Corte dei Conti fece mai rilievi. Oggi sui documenti finanziari l’amministrazione ha fatto da sola; senza coinvolgere la minoranza e le forze sociali. E’ mancata stasera l’umiltà di coinvolgimento e poi ci si racconta le favole. Se si adotta la delibera la politica di programmazione finisce in quanto tutto sarà delegato ad un commissario.

Il consigliere Giovanni Migliore ritiene che l’operazione che si vuole fare è quello che si fa nelle aziende quando si propongono scoperture di conto corrente. E’ necessario incassare dai clienti e  quindi fare liquido. Cosa ha fatto questa amministrazione per dare soluzione a situazioni finanziarie di crisi ? Si sono registrate poste di ingresso di fondi e ne entrano molti di meno anche per l’atteggiamento ondivago dell’amministrazione nel fissare con certezza i ruoli. Si chiede se tutto è stato fatto per non determinare questa situazione. E’ necessaria una valutazione politica dopo che ad inizio di legislatura ritiene che essersi impegnato a fare proposte migliorative rimaste inascoltate. Auspica che da dibattito possano uscire elementi tali da fare maggiore chiarezza sull’argomento.

Il capogruppo di Territorio Paolo Nigro valuta che questo decreto va preso in considerazione nei casi come quelli del Comune di Modica. Ribadisce che l’amministrazione precedete ha contribuito a far crescere il debito così come ha sempre detto. Dal manifesto “I Conti di Modica” di questa amministrazione in cui rese edotta la città che le responsabilità del debito era della precedente amministrazioni. Rileva che questa amministrazione ha coperto i debiti con il piano delle vendita degli immobili e che non trovato concretizzazione. La Corte dei Conti ha giustamente ha fatto rilievi. La verità è che l’amministrazione non ha fatto quanto doveva fare per realizzare risorse finanziarie per sanare i conti. Il DL 174 del 2012 prevede adesso la vendita degli immobili che poteva essere fatta prima se ci fosse affidata a qualche società di consulenza che agiscono in questo settore. A sei mesi dalla conclusione della legislatura ci si chiede la votazione di questa delibera in cui ci sono riferimenti politici in testa ai gruppi di opposizione poi si chiede la condivisione. Bisognava approvare una delibera scarna fatta di numeri e della richiesta. E’ necessario però sapere quanto è il debito reali dell’Ente. E senza questo dato non si può pretendere un’adesione per votare la delibera. Propone allora al sindaco un atto di responsabilità politica e quindi ad essere consequenziale e quindi azzerare la giunta. E voterà l’atto se avrà contezza del debito, che nessuno sarà licenziato.

Il dibattito viene sospeso per affrontare il punto relativo all’IMU che entro la mezzanotte va deliberato.

Il punto prevede l’approvazione del regolamento e determinazione aliquote per l’applicazione dell’IMU. Queste le tariffe: altri fabbricati 0,76% abitazione principale, 04%,pertinenze una per ciascuna categoria 0,4%; unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci, 0,4%, alloggi IACP 0,4%,fabbricati rurali ad uso strumentale 0,2%, immobili non produttivi di reddito fondiario 0,76%, immobili locali, 0,76%

Il consigliere Nino Cerruto propone per le cooperative un’aliquota dello 0,4% rispetto allo 0,70%.

Il consigliere Paolo Nigro annuncia l’astensione al punto. Lamenta il fatto che l’amministrazione invia gli atti con ritardo e questo fa parte dei tanti e quindi non ha più l’opportunità di apportare dei cambiamenti alla delibera.

Il consigliere Salvatore Cannata ritiene che le tariffe non sono calibrate alla rendita dei locali perché non ci è stato dato il tempo di potere apportare cambiamenti e quindi si astiene.

Il capogruppo SEL Vito D’Antona si associa alle lamentale e rileva che l’argomento andava discusso in commissione e si tratta di una delibera importante che inciderà sulle entrate dell’Ente. Protesta su questo modo di agire perché i consiglieri non sono stati posti nelle condizione di intervenire e chiede chi ha deciso e in quale sede l’entità delle aliquote.

Il capogruppo dell’Mpa Silvio Iabichella valuta che non è la condizione migliore per poter affrontare l’argomento. Propone l’approvazione del regolamento e settimana prossima portare l’argomento in commissione e ripresentarlo in consiglio prima del bilancio di previsione.

Il consigliere Giovanni Migliore parla di flop nella programmazione. Le cose fatte all’ultimo momento esce fuori da ogni logica sensata.

Il consigliere Michele D’Urso parla di dissesto organizzativo peraltro sottolineato da un capogruppo di maggioranza. Si tratta di un episodio mai visto negli ultimi 50 anni. Si chiede come sono state scelte le aliquote e con quale strategia. Chiede risposte all’amministrazione.

Il consigliere del PD Carmelo Cerruto propone di approvare la delibera perché tiene conto delle fasce sociali deboli e quindi si approvi e impegnare l’amministrazione a rivederlo per l’anno 2013 e riportalo in commissione.

Il consigliere Bartolo Azzaro del PDL chiede le dimissioni dell’assessore al bilancio Santino Amoroso che impone di approvare l’atto cinque minuti prima.

Ai voti viene approvato a maggioranza, (sedici favorevoli, tre contrari e cinque astenuti) il regolamento e la determinazione delle aliquote per l’applicazione dell’IMU.

Alla delibera viene data immediata esecuzione: 16 favorevoli, 1 contrario e 7 astenuti.

Si riprende la discussione sul piano del riequilibrio finanziario con il consigliere Nino Cerruto di NP.

Non essere favorevole a questo atto significa volere il dissesto. Il carico di debito dell’ente è dovuto alla precedente amministrazione vedi il fitto inesistente del tribunale e appostato in bilancio. E’ un tentativo che viene fatto di non far pagare ai lavoratori e alla città le colpe di altri.

La situazione è molto critica e giudica poco rispettosi gli attacchi fatti da parte di qualche consigliere ai revisori dei conti che hanno agito con grande professionalità.

Il consigliere dell’Mpa Diego Mandolfo ritiene coerente l’azione di risanamento dell’amministrazione e bisogna fare oggi ricorso al DL 174 per individuare una possibilità per uscire fuori dalla crisi. Crisi che sente il peso di fattori esterni con la riduzione dei trasferimenti dallo stato e dalla regione.

Il consigliere Michele D’Urso sottolinea che la Corte dei Conti ha detto che siamo vicini al dissesto; gli amministratori della Città hanno dovuto rendere conto alla magistratura contabile dei vizi del consuntivo 2010, del fatto che le entrate previste non si sono poi verificate e ad alcuni rilievi non c’è stata risposta. Per questo chiedono una soluzione politica a questo stato di cose ed ecco la proposta dell’azzeramento della giunta. Altro che conti in sicurezza come sbandierato dai consiglieri di maggioranza. Oggi ci si chiede una collaborazione rispetto al fatto che mai è stata chiesta e quando offerto si è stati derisi. Quella di questa sera è una scelta obbligata.

Come si può approvare un piano quando si è stati sinora snobbati ? Oggi è necessaria una giunta tecnica che elabori il piano del riequilibrio di bilancio. A queste condizioni siamo disponibili a collaborare.

Il capogruppo del Sel Vito D’Antona giudica che non c’è strada d’uscita. Se non si fa nulla le soluzioni portano al dissesto. Si prende atto che il comune non è nelle condizioni di assumere le misure correttive che la Corte dei Conti ha chiesto. Ognuno decide come coscienza consiglia.

E’ contro il dissesto perché le aliquote sarebbero innalzate al massimo e poi è prevista la  mobilitazione del personale eccedente. Si deve fare una scelta. Poi rileva che in bilancio sono state postate 6 milioni di euro di entrate per ruoli e si sono incassati 363 mila euro. Meno del 10%.

La delibera di questa sera è un tentativo e ritiene di non ricorrere al fondo di rotazione che vuol dire dissesto. Invita la maggioranza a determinare una maggiore tensione su questo argomento atteso che il piano andrà redatto chiedendo  sacrifici duri ai dipendenti e alla Città.

Il Sindaco nella replica finale valuta che la realtà è stata travisata facendo bilanci falsi. Questa amministrazione non ha portato al dissesto, ma già c’era. Si è tentati di fare un risanamento che nei fatti ha avuto buoni risultati anche se non decisivi, purtroppo. Si è rispettato il patto di stabilità, la creazione di un ufficio delle entrate serio che ha messo ordine ai ruoli.

Cosa era diventato questo comune con le partecipate che erano voragini di spesa e che oggi si né ridotta ad una. Il personale della refezione scolastica in costante soprannumero, o il numero delle addette alle cooperative sociali. Questi indirizzi sono stati modificati anche se attese le condizioni date non è sufficiente. La Corte dei Conti oggi ha nuovi poteri e l’ente sulla scorta del decreto ha deciso come maggioranza di intraprendere questa strada. Il consiglio deve avere l’interesse a votare l’atto con atteggiamento di responsabilità nei confronti della città. Sulla giunta non riceve la proposta dell’azzeramento perché se si farà saprà il sindaco quando de come farla. Dichiara che non farà lo “Schettino” di turno, quindi non fuggirà, e  concluderà il suo mandato come di dovere.

Il riequilibrio finanziario sarà una guida per un risanamento assistito e monitorato. L’atto poi dell’IMU è stato assunto, l’11 ottobre scorso, dalla giunta e discusso in quella sede. Non ci sono aumenti di aliquote ne di riduzione. Chiede scusa per il ritardo con cui la delibera è arrivata in consiglio.

 Il Presidente del collegio dei Revisori dei conti, Annamaria Aiello fa una lunga disamina sulle condizioni economiche e finanziaria del Comune: bilanci, consuntivi, debiti fuori bilancio.

Sul debito non c’è un dato certo in quanto gli interessi lievitano. E’ certo che non ci fossero stati i debiti fuori bilancio il comune avrebbe risanato il suo stato finanziario. Oggi le criticità sono i debiti fuori bilancio e il disavanzo di amministrazione. Il taglio dei trasferimenti dallo stato e dalla regione fanno il resto. Poi il presidente spiega le norme del DL 174 e le sue procedure di accompagnamento sul riequilibrio di bilancio finanziario pluriennale.

Si procede alla votazione di un maxi emendamento alla delibera nella parte motiva e deliberativa

L’emendamento viene approvato all’unanimità con  16 favorevoli e sette astenuti.

Si passa alla votazione della delibera sull’attivazione della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale ai sensi dell’art 243 bis del decreto legge 10 ottobre 2012 n° 174.

La delibera viene approvata a maggioranza con 17 voti a favorevoli e 6 astenuti. L’atto deliberativo viene dotato dell’immediata esecutività.

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