Aeroporto di Comiso, Ministero Difesa cede al Comune le aree ex base Nato - Ragusa Oggi

Aeroporto di Comiso, Ministero Difesa cede al Comune le aree ex base Nato


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Aeroporto di Comiso, Ministero Difesa cede al Comune le aree ex base Nato
Attualità
17 gennaio 2019 11:56

Si conclude oggi il processo di trasferimento delle aree interne all’aeroporto di Comiso, dal ministero della Difesa, alla Regione e contestualmente al Comune di Comiso. “Partiamo da lontano e siamo arrivati da poco, ma l’attivita’ di oggi e’ pienamente rispondente alle finalita’ di questo governo”. Sono le prime parole del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, intervenuta a Comiso.

“Ho dato nuovo impulso, gli organismi – spiega – hanno recepito ed il territorio era pronto. Il nostro intento e’ di mettere al centro il cittadino anche nella Difesa. Ogni volta il cittadino vedeva una infrastruttura o una parte di territorio, utilizzata dalla Difesa, aveva la percezione di un bene che gli fosse stato tolto. Ora lavoriamo ad un nuovo rapporto di supporto reciproco con citta’, imprese, territorio e universita’. La Difesa con loro vuole parlare per un rapporto nuovo con il territorio. Sono orgogliosa di avere portato avanti questo progetto. Lavoriamo al riutilizzo intelligente di aree non utili alla Difesa e fare cio’ ci impone un continuo confronto con i territori, dall’utilizzo condiviso alla cessione di spazi”, ha concluso il ministro prima della firma del passaggio del sedime.

Con la cessione alla Regione e il successivo passaggio al Comune di Comiso in comodato, di circa 85 ettari di pertinenze dell’aeroporto di Comiso, si chiude un processo iniziato da diversi anni e si apre una prospettiva di sviluppo sulla quale c’e’ grande attenzione. “Se e’ vero che le autorita’ militari stanno cedendo oggi 85 ettari di terreni e pertinenze, le aree cosiddette ex Usaf, per tutto il territorio ragusano e’ indubbiamente occasione di sviluppo – commenta il sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari – ora le aree vengono cedute alla Regione Sicilia che le concede in uso al Comune di Comiso. E’ il momento di sollecitare la politica affinche’ si metta subito in moto.

Per quanto riguarda il Comune di Comiso – aggiunge – abbiamo gia’ inviato la nostra candidatura alla Regione affinche’ la rappresenti al ministro delle Infrastrutture. Chiediamo che questa venga riconosciuta come una zona Zes, zona economica speciale perche’ nessun aeroporto del meridione d’Italia ha un’area del genere e proprio per questo e’ possibile attirare investimenti ed investitori anche nella prospettiva della realizzazione di un’area cargo importante”.

L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, commenta: “Si definisce un percorso per aprire un nuovo scenario di sviluppo e di implementazione e di nuove occasioni e opportunita’ per il sud est della nostra Isola. Premessa straordinariamente importante. L’aeroporto di Comiso e’ assolutamente strategico e il presidente della Regione, Musumeci lo ha affermato piu’ volte. Deve pero’ interagire con quello di Catania; le due infrastrutture non possono essere disgiunte ma devono lavorare in grande sinergia: questa e’ stata la nostra richiesta fatta ai vertici della Sac, la societa’ di gestione dell’aeroporto di Catania”.

“Comiso, nei primi anni ottanta, era il simbolo della contrapposizione nucleare tra Nato e patto di Varsavia. Da oggi, invece, diventa il simbolo del rilancio dell’economia aeroportuale della Sicilia. Un cambiamento radicale e una straordinaria occasione di sviluppo”. Cosi’ il presidente della commissione Difesa, Gianluca Rizzo, presente oggi con la ministro Elisabetta Trenta alla consegna degli immobili dell’ex base Usaf alla Regione Sicilia.

“Per la Sicilia – prosegue Rizzo – si apre una nuova pagina che permettera’ a Comiso di diventare quell’hub del Mediterraneo di cui la nostra economia ha bisogno per esportare i tanti prodotti della nostra terra, dei nostri artigiani e delle nostre industrie. Un simile ambizioso progetto, puo’ essere realizzato solamente con una seria politica di investimenti nelle infrastrutture ferroviarie e stradali, in modo da rendere effettiva l’intermodalita’ delle merci e la funzionalita’ dei servizi alle aziende e alla popolazione. Sono fiducioso che sara’ questa la strada che, dal governo nazionale alle autonomie locali, verra’ intrapresa”.


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