Ad Acate scuole chiuse con provvedimento regionale. Perchè a Santa Croce no?

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E’ arrivato nella tarda serata di ieri un provvedimento regionale che istituisce  5 nuove zone rosse in Sicilia (Altavilla Milicia e San Mauro Castelverde, nel Palermitano; Montedoro, in provincia di Caltanissetta; Portopaolo di Capo Passero, nel Siracusano; Raffadali in provincia Agrigento) e 24 chiusure scuole (Acate, in provincia di Ragusa; Alessandria della Rocca, Caltabellotta, Camastra e Raffadali, nell’Agrigentino; Altavilla Milicia, Isola delle Femmine, San Mauro Castelverde, Torretta, Villabate e Ventimiglia di Sicilia, in provincia di Palermo; Castell’Umberto, Cesarò, San Teodoro e Sant’Alessio Siculo, nel Messinese; Delia, Milena, Montedoro, Mussomeli, Riesi, Serradifalco, Vallelunga Pratameno e Villalba, in provincia di Caltanissetta; Portopalo di Capo Passero, nel Siracusano).

Un provvedimento che cerca di arginare i contagi, già in aumento da alcuni giorni, anche se ancora non sono stati raggiunti livelli di guardia preoccupanti.

Ci chiediamo con quale criterio sia stato preso questo provvedimento: anche Santa Croce aveva chiesto espressamente al governatore Musumeci di chiudere provvisoriamente le scuole perchè il numero dei contagiati è aumentato e c’è una certa preoccupazione.

Perchè Acate si e Santa Croce no? Scicli, d’altra parte, ha agito in autonomia e chiuderà le scuole dall’11 al 16 marzo, per sanificazione. Più di questo non si poteva fare: ai sindaci è consentito chiudere le scuole per qualche giorno, ma non possono arrogarsi, arbitrariamente, di questa facoltà.

 

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