ACCUSATI DI RAPINA AD UNA TABACCHERIA CON UN BOTTINO DI 10 MILA EURO


A distanza di tre mesi dal colpo, grazie alle indagini condotte dagli agenti della Squadra Mobile di Ragusa e del commissariato di Polizia di Vittoria, sono finite in manette quattro persone con l’accusa di avere rapinato il 4 dicembre scorso la tabaccheria di via Giacomo Leopardi. Un colpo che fruttò 10 mila euro. In carcere sono finiti Marco Campailla, 30 anni, e Salvatore Distefano di 29, soprannominato «u lupu», pregiudicati, e Salvatore Distefano, e Francesco Asonte, entrambi di 24 anni, tutti di Vittoria. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Ragusa Claudio Maggioni su richiesta del Procuratore Carmelo Petralia. L’interrogatorio di garanzia è previsto per martedì mattina alla presenza degli avvocati Giuseppe Di Stefano, Alessandro Agnello e Maurizio Catalano. Secondo l’accusa tre di loro, armati di un fucile a canne mozze (ad impugnarlo sarebbe stato Campailla), e con il volto coperto da passamontagna intorno alle 20 si erano presentati all’interno della tabaccheria. Dopo il colpo si sono dileguati, facendo perdere le loro tracce. Un’indagine complessa denominata «Drugstore» che si è avvalsa di strumentazione tecnica di nuova generazione e conclusasi grazie al ritrovamento di un’auto, una Fiat Uno, secondo l’accusa rubata da Distefano «u lupu», ben nascosta alla periferia della città. Ritrovamento avvenuto il 22 dicembre. «Da quel momento – ha detto ieri il capo della Squadra Mobile, Francesco Marino – il gruppo, sentendosi braccato, ha interrotto l’azione criminale. All’interno dell’auto, poi risultata rubata per un altro colpo, sono stati ritrovati tre passamontagna». I malviventi avevano in programma un’altra rapina che però è stata sventata dalla Polizia. «Dal 4 dicembre ad oggi a Vittoria si sono registrate solo 2 rapine anomale – ha spiegato il dirigente del commissariato di Vittoria Alfonso Capraro – Non ci sono più gruppi armati. E questo ci fa credere che qualcuno dei quattro arrestati possa essere l’autore di altre rapine con fucili a canne mozze verificatesi ai danni di altre attività commerciali». Nel locale era presente anche una cliente in stato di gravidanza che, per la paura, restò vittima di un malore, per fortuna senza conseguenze per il feto e per la stessa donna. Per la rapina ai danni della tabaccheria – come detto – agirono in tre, armati di un fucile a canne mozze e con il volto nascosto da passamontagna, con il preciso intento d’incutere terrore al titolare preso di mira e farsi consegnare il contante senza tentennamenti. Campailla sarebbe rimasto fuori con il fucile a canne mozze, Asonte avrebbe materialmente prelevato i soldi dalla casse mentre Distefano jr fungeva da supporto all’interno del locale

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