Abbatte un cervo in Piemonte e lo porta oltre confine in elicottero: cacciatore svizzero multato per oltre 5mila euro

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Un cervo abbattuto in Piemonte, un elicottero utilizzato per recuperarlo e un trasporto oltre confine che ha fatto scattare le sanzioni. È la vicenda che vede protagonista un cacciatore svizzero, finito nei controlli della polizia provinciale per una serie di violazioni legate all’attività venatoria e all’impiego del velivolo.

L’uomo, in possesso di una licenza di caccia valida per il territorio della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, avrebbe abbattuto un cervo reale e successivamente utilizzato un elicottero di una società svizzera per recuperare l’animale e trasportarlo oltre confine.

Una modalità di recupero decisamente insolita, soprattutto per le implicazioni legate alle regole di volo e alla gestione della fauna selvatica.

Cervo trasportato in elicottero, sanzionata anche la società

Secondo quanto riferito dallo Sportello dei Diritti, l’intervento avrebbe comportato la violazione delle norme di volo in una zona di protezione speciale e delle disposizioni che regolano l’utilizzo di aeromobili per il recupero di animali selvatici.

Al cacciatore è stata inflitta una multa superiore ai 5mila euro. Sanzionata anche la società di elicotteri che avrebbe effettuato il trasporto.

La vicenda è stata rilanciata da Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, che ha richiamato l’attenzione sulle regole che disciplinano il recupero degli animali abbattuti durante le battute di caccia.

Due cacciatori fermati a Macugnaga per uno stambecco

Nello stesso contesto vengono segnalati anche altri due cacciatori, fermati dagli agenti a Macugnaga. I due avrebbero abbattuto un giovane stambecco, la cui uccisione non era autorizzata.

Uno dei due, inoltre, si trovava in Piemonte senza una licenza di caccia valida per la provincia interessata. Anche per loro sono scattate sanzioni elevate.

La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema del rispetto delle norme venatorie, soprattutto nei territori alpini dove il recupero della selvaggina può presentare difficoltà logistiche importanti.

Quando il recupero della selvaggina avviene con l’elicottero

In alcune zone montane particolarmente impervie, il recupero di grandi ungulati come cervi, camosci o mufloni può essere complesso e, in determinati casi, impossibile a piedi.

Esistono società private di lavoro aereo autorizzate che offrono servizi di trasporto carichi e recupero di animali. In questi casi, la preda può essere agganciata a un verricello e trasportata a valle come carico sospeso.

Ma la possibilità tecnica di utilizzare un elicottero non significa che il trasporto sia automaticamente consentito. Anche in presenza di servizi autorizzati, il cacciatore deve rispettare le norme venatorie locali, le regole di volo e le disposizioni previste per il recupero della fauna selvatica.

L’animale abbattuto deve inoltre essere identificato con l’apposita fascetta indelebile sul posto dell’abbattimento e trasportato direttamente ai centri di controllo preposti per le verifiche sanitarie, entro i tempi stabiliti.

La vicenda del cacciatore svizzero dimostra così come anche un’operazione apparentemente legata soltanto al recupero della preda possa trasformarsi in un caso sanzionatorio quando vengono violate le regole che disciplinano la caccia e l’utilizzo degli aeromobili.

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