A SETTEMBRE BISOGNA RIMBOCCARSI LE MANICHE

 Massa salariale abbattuta, negli ultimi dodici mesi, di quasi il 27 per cento. Neppure i tanto attesi cantieri in programma per settembre potranno portare una crescita nell’occupazione ma basteranno soltanto a mantenere l’esistente.

Sono questi gli impietosi numeri di un settore, quello edile, che sembra vivere tutte le difficoltà della crisi attuale. La nuova denuncia arriva dalla Filca Cisl territoriale che, con un nuovo report periodico, accende i riflettori sulla torrida estate del comparto edilizio.

“In un anno abbiamo perso ulteriori posti – ha dichiarato il segretario generale della Filca Ragusa Siracusa, Paolo Gallo – e registriamo un ulteriore 1 milione e 300 mila euro di massa salariale in meno. Ho l’impressione, che diventa ogni giorno sempre più certezza, che il settore è sempre più nelle mani del sommerso con tutto ciò che ne comporta e consegue. Lavoratori mortificati nella loro dignità e forte penalizzazione per le imprese sane.

Per quanto ci riguarda ribadiamo l’esigenza di una forte azione di contrasto da parte dell’Ispettorato e di tutte le forze preposte, comprese, a nostro avviso, i vigili urbani dei comuni e, perché no, anche la Polizia provinciale. Per una sana prevenzione sarebbe ancora più semplice attivare controlli incrociati tra gli uffici tecnici dei Comuni che rilasciano concessioni e Dia e la Cassa edile. Se i primi comunicassero puntualmente tutte le Dichiarazioni di inizio lavori, in viale Ermocrate si potrebbe verificare la regolarità di tutte le posizioni lavorative e se non dovesse esserci un regolare riscontro – continua ancora il segretario della Filca – si dovrebbe procedere con un prima diffida e in seguito all’eventuale sospensione e ritiro della concessione edilizia. Avremmo sicuramente più certezze salariale, più sicurezza e previdenza per tutti.”

Paolo Gallo cita anche i dati riguardanti il Comune capoluogo. “A fronte di 800 Dichiarazioni inizio lavori – sottolinea – appena 400 risultano regolarmente denunciati alla Cassa edile. È un dato insopportabile, è una lotta che va affrontata seriamente perché la crisi passa anche da questo.

Come Filca, a partire dal prossimo mese di settembre, avvieremo una serie di iniziative per riportare al centro delle azioni di programmazione amministrativa il settore edile. Il calo dei lavori pubblici seguente all’esiguità delle risorse è evidente; questo non può però giustificare l’anomalia di quel 50 per cento in meno di denuncia in cassa edile.”

“I lavoratori edili – conclude Paolo Gallo – hanno sopportato con dignità e coraggio: ma adesso non ce la fanno più”

 

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