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A Ragusa la periferia dimenticata: nessun intervento previsto per Contrada Conservatore
10 Apr 2026 16:28
Un’intera comunità che chiede solo ciò che dovrebbe essere garantito: servizi essenziali, attenzione istituzionale e dignità. È il grido d’allarme che arriva dalla contrada Conservatore, nel territorio di Ragusa, dove i residenti denunciano una situazione ormai insostenibile fatta di assenze, silenzi e nessuna prospettiva concreta di miglioramento.
La mobilitazione civica ha preso forma attraverso una raccolta firme ampia e partecipata, segno evidente di un disagio diffuso. I cittadini hanno deciso di passare dalle parole ai fatti, presentando un accesso agli atti al Comune di Ragusa per verificare l’esistenza di eventuali interventi programmati nella zona. La risposta ricevuta ha però gelato ogni speranza: non risultano opere o servizi in programma per la contrada.
Un vuoto amministrativo che si traduce in difficoltà quotidiane per chi vive nell’area, priva di infrastrutture adeguate e servizi basilari. Strade carenti, illuminazione insufficiente, mancanza di collegamenti e interventi di manutenzione: criticità che, sommate, alimentano un senso di abbandono sempre più forte tra i residenti.
«Non chiediamo privilegi, ma diritti fondamentali – dichiarano i promotori dell’iniziativa –. È inaccettabile che intere zone del territorio restino completamente abbandonate». Parole che riflettono la frustrazione di una comunità che si sente invisibile agli occhi delle istituzioni.
La raccolta firme sarà ora formalmente trasmessa alle autorità competenti con la richiesta di interventi immediati e concreti. Ma i cittadini non intendono fermarsi qui: il caso sarà portato all’attenzione dei media locali e nazionali, con l’obiettivo di accendere i riflettori su una realtà che, secondo i residenti, non può più essere ignorata.
La vicenda della contrada Conservatore si inserisce in un tema più ampio, quello delle aree periferiche spesso escluse dalle priorità amministrative. Una questione che solleva interrogativi urgenti sulla gestione del territorio e sull’equità nella distribuzione dei servizi pubblici.
Intanto, nella contrada, cresce la determinazione. La comunità chiede risposte, tempi certi e interventi reali. Perché vivere senza servizi, oggi, non è solo un disagio: è una negazione di diritti.
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