A Pozzallo studenti pendolari lasciati a piedi al primo giorno di scuola dall’Ast. E non è un caso isolato

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Abbonamenti pagati, corse saltate e nessun preavviso. Per decine di studenti pendolari di Pozzallo il primo giorno di scuola si è trasformato in una corsa contro il tempo, con molti ragazzi impossibilitati a raggiungere gli istituti e costretti, in alcuni casi, a rinunciare alla prima giornata di lezioni.

Una situazione che riaccende una questione tutt’altro che nuova: il trasporto scolastico AST torna a finire sotto accusa proprio all’avvio dell’anno scolastico.

Corse AST saltate a Pozzallo: studenti costretti a restare a casa

Questa mattina, secondo quanto denunciato da Fratelli d’Italia, diverse fermate e corse previste per gli studenti pendolari di Pozzallo non sono state effettuate, nonostante le famiglie avessero regolarmente pagato l’abbonamento AST.

Il risultato è stato immediato: ragazzi lasciati alle fermate, famiglie costrette a cercare soluzioni alternative e alcuni studenti che hanno perso il primo giorno di scuola.

Un disagio particolarmente pesante per chi ogni giorno deve spostarsi da Pozzallo verso altri centri per raggiungere la scuola superiore.

La protesta di FdI punta il dito contro un sistema che, secondo la denuncia, continua a riproporre le stesse criticità anno dopo anno.

Il sindaco Ammatuna: “Problema già noto, interlocuzioni immediate con AST”

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna, sentito telefonicamente sulla questione.

Il primo cittadino ha precisato che il problema era già conosciuto dall’amministrazione e che sono state avviate interlocuzioni immediate con AST per cercare di riportare il servizio alla normalità.

Secondo quanto riferito dal sindaco, la situazione dovrebbe normalizzarsi nel giro di un paio di giorni.

Nelle prossime ore, inoltre, dovrebbero essere rese note le fermate ufficiali AST per la città di Pozzallo, un elemento particolarmente importante per evitare ulteriore confusione tra studenti e famiglie.

AST e studenti pendolari, una storia di disservizi che torna ogni anno

Quello di Pozzallo non appare quindi come un episodio completamente isolato nel quadro regionale.

Nel settembre 2024, ad esempio, l’affidamento improvviso di alcune tratte AST a operatori privati aveva provocato corse saltate, ritardi e centinaia di persone lasciate alle fermate, tra cui molti studenti diretti a scuola. In diverse località siciliane i ragazzi erano stati costretti a tornare a casa o erano arrivati in ritardo alle lezioni.

Anche nel 2026 il problema si è ripresentato. A maggio, in provincia di Ragusa, erano stati segnalati nuovi guasti che avevano lasciato a piedi studenti pendolari proprio dopo la riattivazione delle corse. La denuncia politica aveva evidenziato come la situazione non potesse essere considerata definitivamente risolta.

Ad aprile, inoltre, centinaia di studenti erano rimasti a piedi nella provincia di Siracusa a causa delle difficoltà delle tratte affidate ad aziende private. La Regione era stata costretta a individuare soluzioni alternative e AST era intervenuta per affiancare i privati.

Un quadro che conferma quanto il trasporto degli studenti pendolari rappresenti uno dei punti più delicati del sistema regionale.

Chinnici: “Il diritto allo studio resta sulla carta”

Sul caso è intervenuta anche l’onorevole Valentina Chinnici, che ha denunciato un problema analogo per gli studenti di San Cipirello e San Giuseppe Jato, rimasti senza le corse AST necessarie per raggiungere gli istituti superiori di Partinico e Palermo.

“Ancora una volta, il primo giorno di scuola si trasforma in un calvario per gli studenti pendolari”, ha dichiarato Chinnici, sottolineando come le famiglie dei comuni più lontani dai poli scolastici siano quelle che pagano il prezzo più alto dei disservizi.

La parlamentare regionale ha annunciato la presentazione di un emendamento alla Manovra per aumentare le risorse destinate ai Comuni per il trasporto degli studenti.

La richiesta è quella di superare la logica dell’emergenza e garantire risorse stabili e programmazione, affinché il trasporto scolastico non diventi una scommessa quotidiana.

FdI: “Le famiglie pagano un servizio senza avere garanzie”

È questo il punto sul quale insiste la denuncia di Fratelli d’Italia: le famiglie sostengono il costo degli abbonamenti, ma al momento dell’effettivo avvio delle lezioni si trovano a fare i conti con corse che saltano e informazioni che non arrivano in tempo.

Il trasporto degli studenti, però, non è un servizio accessorio. Per chi vive nei comuni non sede degli istituti superiori, il bus è ciò che rende concretamente possibile frequentare la scuola.

Per questo FdI chiede all’amministrazione comunale di Pozzallo di intervenire con AST per arrivare a una soluzione definitiva di una problematica che, secondo la denuncia politica, pesa da troppo tempo sulla comunità.

La vera sfida è evitare che il caos diventi la normalità

La promessa di una normalizzazione del servizio nel giro di pochi giorni rappresenta ora il primo banco di prova. Ma la questione va oltre l’emergenza di questa mattina.

Il nodo è capire se l’avvio dell’anno scolastico possa finalmente essere accompagnato da fermate certe, orari chiari e corse garantite, evitando che siano ancora una volta studenti e famiglie a dover pagare il prezzo delle inefficienze.

Perché perdere un autobus può significare perdere una giornata di scuola. E quando il problema si ripete, anno dopo anno, non è più soltanto un disagio: diventa una questione di diritto allo studio.

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