Il Centro di pronta accoglienza per le dipendenze patologiche di Scicli si conferma una realtà strategica nel sistema sanitario della provincia di Ragusa. A pochi mesi dall’avvio dell’attività, i primi dati restituiscono un quadro positivo, con numeri che evidenziano la capacità della struttura di offrire risposte tempestive alle persone affette da dipendenze e alle loro […]
UN INCONTRO DA NON PERDERE
07 Dic 2014 08:12
L’Osservatorio Interpartitico PO Sicilia ha organizzato un incontro su ” L’ evoluzione della condizione femminile nel territorio ibleo nel ventesimo secolo” con Laura Barone, autrice di molti scritti, docente ed esperta nel settore.
L’incontro vuole essere con la storia del territorio ibleo e con il voler rendere nazional popolare la cultura, a volte troppo chiusa in se stessa.
L’Osservatorio svolge in questo senso, già da mesi, la cura delle pubblicazioni su Ragusa Oggi di poesie per la valorizzazione degli scrittori di questo silente territorio e biografie di Donne illustri iblee e dei Papi. Laura Barone , insieme ad Anna Maria Mangione e Salvatore Mancuso sono coloro che si sono spesi in prima persona in queste pubblicazioni e rubriche.
“La condizione femminile nel corso dei secoli non ha conosciuto particolari mutamenti.
Nel nostro territorio un primo motivo di evoluzione è stata la creazione della Provincia di Ragusa nel 1926 e la conseguente presenza di numerosi forestieri appartenenti alla categoria del pubblico impiego.
Anche il regime fascista ha contribuito, suo malgrado, all’evoluzione della condizione femminile consentendo a studentesse e insegnanti di accostarsi allo sport, di viaggiare, di avere contatti con persone provenienti da altre regioni d’Italia.
La guerra e la conseguente povertà crearono per reazione un atteggiamento di rifiuto verso il “Nuovo” e il consolidarsi del tradizionale familismo.
Nel dopoguerra la scoperta del petrolio diede per un certo periodo l’illusione di una rivoluzione dell’economia e dei costumi nel nostro territorio, ma bisogna arrivare agli anni Settanta perchè, sull’onda di quanto accadeva in tutto il mondo, anche il nostro territorio conoscesse un’evoluzione dei costumi che, nel bene e nel male ci ha portato a vivere in una condizione diversa rispetto al passato”.
Crediamo che gli iblei siano interessati ad intervenire e li aspettiamo alle Fate, giorno 11 dicembre
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