..AL COMUNE MEZZO GAUDIO?

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Certo che leggendo i giornali degli ultimi mesi, soprattutto quelli on line dove ancora esiste un minimo di pluralità di informazione, il lettore medio è un po’ stufo, stanco, addirittura esausto, soprattutto per i pesanti richiami a norme, leggi, decreti, sentenze che alcuni esponenti delle varie forze di minoranza (ad onor del vero alcuni più di altri) sbattono in prima pagina tentando così di avere possibilità di ascolto da parte di una maggioranza ritenuta improvvida, che nella sua forza schiacciante (piovuta dal cielo) è cieca, muta, sorda ad ogni tipo di stimolo esterno rispetto al cerchio magico. Allora può capitare che come ad Alice nel paese delle meraviglie, chiudendo gli occhi, le cose appaiano in maniera originale, fantasiosa… , che poi tanto lontano dalla realtà non è…

Puntata numero 2
CERTIOR FIO DE ALICUIUS REI.

Era un pomeriggio grigio, plumbeo e freddo, di un Novembre tanto infinito quanto frenetico. Nelle sale del Castello dell’Aquila, i dignitari attendevano silenti che il re terminasse l’udienza privata con il maestro del conio e un lord minore esperto di tasse pagato ovviamente del tesoro reale, nominato come consulente esterno malgrado il curriculum del maestro del conio. La tensione era simile ad una coltre di nebbia in grado di offuscare ogni giudizio, a ragion veduta, dato che era in ballo qualcosa di molto importante, la pianificazione delle entrare e delle spese, l’individuazione delle opere più importanti da compiere e soprattutto dei servizi più urgenti da affidare, il tutto in maniera che il popolo avvertisse l’operazione come qualcosa di positivo per il proprio futuro. Sudore freddo. I conti sembravano essere in ordine, sarebbe bastata una piccola aggiustatina, ma questo avrebbe significato affermare che i precedenti erano stati bravi, che il demonio dipinto durante la campagna militare in realtà era più simile ad un serafino. “Aumentiamo le tasse e diciamo che è per colpa loro” è un suggerimento che viene presto accolto, approvato e deliberato. Un sospiro di sollievo. “ Si ma cosa penserà il popolo? Ci ricorderà come quelli delle tasse! Ci odierà ! “ afferma il re. Vero. Ci vuole uno stratagemma. Innanzi tutto feste e festini per dimenticare che funziona sempre. Ottimo. Poi serve una storiella verosimile. Dopo un paio di giorni di riflessione finalmente Il lord del conio tramite la sua arguta prosopopea, in pompa magna con tanto di araldo, propina al volgo la verità  di come i precedenti regnanti abbiano bruciato tutta la scorta di legna per l’inverno durante la sagra della frittella, nascondendo nel cassetto i resoconti di magazzino, e “pertanto da oggi  è bandita la sagra della frittella e saranno aumentate, con grande dispiacere, le tasse per coprire i 10 milioni di denari venuti a mancare “. “Il popolo ci ha creduto” sghignazza qualcuno nelle stanze in penombra, ove vaghi aloni cremisi danzano al ritmo della fiamma di un lume a petrolio. Ma i problemi non erano finiti e presto quelle risate si tramutarono in ghigni pieni di odio. Il volgo affamato bussa alle porte, chiede cibo, lavoro, dignità. L’ordine pubblico è a rischio anche perché si scopre che per il canile reale vengono stanziate ingenti somme, mentre per il popolo si parla di pochi incarichi e fra l’altro in tempi lontani. I dignitari del Re gridano forte ” non daremo nessun contributo a pioggia a questa gente, noi non siamo come i precedenti che alimentavano in questa maniera il bieco clientelismo “… ma dopo un solo giorno il Re elargisce 100 mila denari a pioggia zittendo i dignitari e incominciando così a creare dissenso anche nella sua stessa corte…  Ma il meglio deve ancora arrivare, con i cani, dove il povero Re viene tenuto all’oscuro di tutte le magagne che il funzionario di riferimento compie a danno suo e dei maestri del canile! Povero re che qualcuno lo informi, e poveri dignitari che qualcuno li informi delle scelte de Re, certior fio de alicuius rei, prima che sia troppo tardi!

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