Adesso è arrivata anche la data. La fa la sindaca di Modica, Maria Monisteri che ha spiegato, in una nota anche i dettagli. Il presidio sanitario di Modica Alta riaprirà dal 1 luglio. Le proteste che hanno unito tutti i rappresentanti politici di Modica, concordi nella battaglia, sollevate all’indomani del trasferimento del presidio nella nuova […]
RENZI, I BAMBINI, LA SCUOLA
06 Mar 2014 17:10
Certo volevano fare bella figura, le insegnanti della scuola di Siracusa, preparando in gran fretta l’accoglienza per Renzi. E invece ne hanno fatto una pessima!
Non per una una loro particolare scelta, perchè con ogni probabilità avrebbero agito nello stesso modo molte altre insegnanti, e tutte in buona fede. Se in quella scuola fosse arrivato il Papa, o Napolitano, o Renzi come è accaduto, o un concorrente di un talent show, probabilmente sarebbe stato accolto sempre con lo stesso stile: canzoncina, festoni, cartelloni, l’immancabile nome con il “tu” connesso. Perchè nella nostra società si abituano i bambini a “infantilizzare” (mi sia consentito il neologismo) tutto, ma quel che è peggio, a spettacolarizzare tutto, mutuando linguaggio e gestualità dal grande carrozzone televisivo e attribuendo importanza a un personaggio nella misura in cui compare nel variopinto e omogeneizzante palcoscenico dei media.
Avrebbero potuto le insegnanti, invece, preparare un’attenta e soprattutto sobria accoglienza al Presidente del Consiglio, non a Matteo, per far capire ai bambini l’importanza e la solennità delle istituzioni, al di là dell’individualità di chi riveste quel ruolo. Più che applausi e saltelli, forse si potevano istruire i bambini su qualche articolo della Costituzione, per chiedere a Renzi come pensa di attuare ad esempio l’art. 3, sul ruolo dello Stato nel rendere reale la parità di diritti fra ricchi, poveri, donne, disabili, minoranze, ecc.. Avrebbero potuto farli riflettere su perchè, loro che vivono in un quartiere popolare, non hanno gli stessi servizi di una città nella media europea. Avrebbero certo potuto e saputo farlo, perchè le maestre sono in realtà bravissime a rendere semplici per i bambini i concetti complessi. È il loro difficile e prezioso mestiere. Avrebbero insegnato ai bambini che le istituzioni si rispettano, ma che si deve mettere chi le rappresenta davanti alle sue grandi responsabilità, non davanti all’adulazione.
Ma, per fortuna, il senso della visita di Renzi non si esaurisce in questo. Andare ogni mercoledi in una scuola diversa è una bella iniziativa, perchè rimette al centro dell’attenzione questa istituzione educativa così trascurata da Stato, società, famiglie. Incontrare scolari e studenti all’inizio del proprio mandato può dare a Renzi la piena consapevolezza che c’è un grave errore da correggere in Italia e un pericolo da evitare: l’assenza del futuro nella preoccupazione delle scelte di chi gestisce il potere da un lato, dall’altro l’incapacità di guardare al proprio futuro di tanti nostri giovani, che lo vedono più come una minaccia che come una speranza.
Nello stesso giorno in cui dall’Europa proviene l’ennesimo richiamo sull’inadeguatezza e sull’ingiustizia del nostro sistema-Paese, incontrare i bambini potrebbe dare a Renzi la sferzata di responsabilità e coraggio che sono mancati per troppo tempo ai nostri governanti: per creare occupazione, produttività e crescita, bisogna ridare valore attraverso la scuola alla cultura, alle competenze, all’educazione alle relazioni sociali rispettose dell’altro e delle regole, all’impegno per mettere a frutto le proprie potenzialità. Cose preziose cui oggi si crede poco, a fronte della prospettiva abbagliante, ma illusoria, del successo e della ricchezza facili. Dovremo, però, smettere di semplificare il mondo agli occhi dei bambini e declassarlo a “spettacolino”.
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