DON ROSARIO GISANA VESCOVO: NON UN ONORE, MA UN SERVIZIO

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Apprendiamo con commozione dell’elezione del carissimo don Rosario Gisana a vescovo di Piazza Armerina. Ne conosciamo bene l’affabilità, la mitezza, la sapienza, il legame con la città di Modica, a partire da quelle radici che lui stesso spesso cita e che si ritrovano nella religiosità semplice ma intensa dei nostri padri e delle nostre madri. Da cui si è generato un senso per la vita, la capacità del buon vicinato, la laboriosità. Un figlio della Modica che non dimentica le sue radici  e che si apre al dialogo con altri mondi è don Rosario con i suoi studi a Catania e Roma, i suoi incarichi pastorali nella diocesi (prima rettore del Seminario, quindi vicario per la pastorale e direttore dell’ufficio catechistico), i suoi compiti culturali allo Studio teologico San Paolo di Catania, i suoi esercizi spirituali in tutta Italia, il suo accompagnamento vocazionale di tanti giovani, la sua partecipazione affettuosa alle opere caritative, ad iniziare dai Piccoli fratelli e dalla Casa don Puglisi di Modica. Figlio di questa nostra città, ma soprattutto figlio della Chiesa di Noto. Che ha servito con generosità e discrezione e che ha aiutato durante il Sinodo voluto dall’amatissimo Mons. Nicolosi, con la sua determinante lezione di approfondimento biblico e patristico, a maturare la consapevolezza che la prima chiamata, per vivere e annunciare il Vangelo, è quella di essere Chiesa povera e dei poveri. In sintonia con il Concilio e in anticipo sulla ripresa di questo tema da parte di papa Francesco. E tra i molti studi di don Gisana, c’è una bella traduzione di “A Diogneto”, ovvero di un testo dei primi secoli che fa pensare i cristiani tra tutti, come pellegrini, con il “di più” di una relazione come quella del Padre di Gesù: relazione gratuita, intensa, affettuosa. Così si precisa il volto di Chiesa che don Rosario ha approfondito e che pensiamo lo accompagnerà nel suo ingresso in un’altra Chiesa sorella, con cui condividiamo la responsabilità di testimoniare che il Vangelo libera questo nostro Sud e ci colloca nel Mediterraneo con la chiamata all’accoglienza e alla pace, chiamata ch ritroviamo nel volto dei nostri fratelli immigrati e nelle sofferenze crescenti di tanti giovani, famiglie, disoccupati. E ci sembra significativo che la comunicazione dell’elezione a vescovo sia avvenuta mentre con don Rosario stiamo completando, ufficio catechistico e Caritas diocesana, la visita ai vicariati per aiutare a vivere la quaresima come tempo di rivisitazione delle relazioni e  il tempo pasquale come tempo di missione attraverso la visita e la lettura evangelica della storia, per tradurre in passi concreti l’invito del nostro carissimo vescovo Mons. Staglianò a “lasciarci educare dalla misericordia di Dio nella vita di ogni giorno”. L’augurio diventa allora che così don Rosario possa ora accompagnare il cammino della Chiesa di Piazza Armerina: nella docilità alla Parola, che tanto ama (e che sa leggere nella lingua originaria), e in cui – come da lui stesso affermato – “i poveri sono al centro per cui devono essere al centro della pastorale”; aiutando quindi la sua Chiesa a lasciarsi condurre dallo Spirito e a mostrare a tutti chi è il vero Pastore dei nostri territori, il Signore Gesù vero e supremo buon Pastore che tutti ama, con particolare predilezione verso i poveri, i piccoli e quanti portano pesi maggiori nella vita.

 

 

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