L’Italia alza il livello di attenzione sull’Hantavirus dopo l’aumento dei casi sospetti registrati nelle ultime ore. Sono sei le persone finite sotto osservazione sanitaria, mentre il Ministero della Salute ha attivato protocolli straordinari di monitoraggio negli aeroporti, nei porti e nei principali punti di ingresso del Paese. L’ultimo caso riguarda una turista argentina ricoverata in […]
INCONTRIAMOCI A VISO APERTO
18 Nov 2013 10:51
Il comitato spontaneo delle mamme coadiuvato da Luana Fiore, Patrizia Ruggeri, Salvatrice Puccia, Giuseppina Palmieri, è riuscito nell’intento. “fare sedere attorno allo stesso tavolo genitori tunisini e italiani guardarsi negli occhi e capire cosa fare per il bene dei nostri figli con confronti periodici tra i genitori di Santa Croce e la comunità tunisina. Anche i volontari delle associazioni dei carabinieri e della polizia potranno fornire il proprio sostegno per vigilare in alcune aree particolarmente sensibili. Un approccio costruttivo per una sana e duratura convivenza. Il comitato spontaneo delle mamme, dopo le risse delle scorse settimane, ha chiamato a raccolta i genitori nella prima assemblea pubblica in biblioteca. Tante le proposte emerse e la necessità, da parte di tutti, di stemperare gli animi specie tra gli adolescenti. “Siamo convinti dell’aspetto educativo e formativo dei nostri ragazzi che non hanno colore o appartenenza politica – spiega il sindaco Franca Iurato – c’è l’esigenza di consolidare i buoni rapporti tra la nostra comunità e quella tunisina”. I cittadini immigrati rappresentano una risorsa in termini numerici e di manodopera specie in agricoltura. Sono 2251 gli immigrati censiti su una popolazione residente di 10 mila e seicento anime. La comunità più numerosa è quella tunisina con 1180 presenze, i rumeni 416, albanesi 377, algerini 160 e polacchi 35. Il componente della comunità tunisina Monses Bouali ha interloquito, in questi giorni, con i genitori e ragazzi tunisini. “Molti hanno manifestato il proprio disagio e malessere –spiega Bouali – Il problema va affrontato in maniera organica”. A scuola molti ragazzi tunisini non si sono ben integrati. Episodi di intolleranza che hanno lasciato l’amaro in bocca ai genitori. “Le proposte sono molteplici – aggiunge Samia Chaaraoui, rappresentante della comunità tunisina –Il nostro auspicio che ci siano anche le risorse economiche, in bilancio, per sostenere questi importanti progetti”. Tra le iniziative collaterali un torneo di calcio a 5, all’insegna dell’integrazione, e una serata culinaria, con pane e panelle, con ragazzi tunisini e di Santa Croce, offerta dalla “putia”.
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