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LA POLITICA COMUNICA
16 Nov 2013 12:27
Dal dott. Emilio Tasca, esponente della Federazione ‘Patto per Vittoria’ ci arriva un comunicato assai critico nei confronti della Fiera EMAIA e dei suoi vertici.
Ecco il testo del comunicato:
EMAIA, un successo a prescindere.
Si, a prescindere, ma solo per il presidente dell’ente, Giovanni Denaro.
Infatti solo lui, nella sua prosopopea che ormai sfiora l’eresia, riesce a non vedere i fallimenti continui dell’EMAIA.
I fatti.
Dopo la chiusura dell’edizione dell’EMAIA di San Martino da più parti sono arrivate alcune giuste critiche per i risultati ottenuti dalla manifestazione, dal parcheggio a pagamento ed altro, e lui cosa risponde?
Che se l’EMAIA di San Martino si è conclusa prima della giornata dedicata al Santo la colpa non è dell’Ente, presieduto da Giovanni Denaro, ma di San Martino che non ha previsto che il consiglio di amministrazione avrebbe deciso di fare svolgere l’evento dal 2 al 10 novembre!!!
Però, continua Denaro ribattendo a Massimo Giudice che lo aveva criticato, “ l’Emaia ha riservato la serata dell’8 alla sagra della frittella!?! Ad ogni buon conto, il caso delle frittelle non mi pare d’importanza strategico economica”.
Ma si rende conto di quello che dice? Io credo di no.
Infatti non si rende conto che la fiera di San Martino si chiama così perché si è sempre svolta in concomitanza alla festività di San Martino. E sarà pure che il giorno 11 novembre non è festivo, ma è pur sempre quello il giorno di San Martino e tale giorno dovrebbe cadere all’interno dell’evento che porta il suo nome. Se la tradizione vuole che alla festa dedicata al santo del mantello si leghi l’apertura delle botti e del vino novello che accompagna da sempre la tradizione delle frittelle, non può essere il presidente di un ente comunale a cambiare né le date né le tradizioni, nonostante il presidente possa essere convinto del contrario.
E se si aggiunge che Vittoria si spaccia per una città “ rivolta al turismo ed in particolare a quello enogastronomico” la cosa è ancora più grave.
Di più.
Glielo hanno spiegato, quando ha assunto la presidenza dell’Ente, cosa significa l’acrostico EMAIA?
Lo ricordo a me stesso e a quanti, magari abbastanza giovani, non hanno vissuto gli inizi di questa manifestazione che, ai suoi albori, si svolgeva alla Villa comunale, poi allargatasi sulla via dei Mille e, successivamente, a’ “cruci ”, piazza Calvario o piazza Sei martiri che si voglia chiamare.
E.M.A.I.A. sta per Esposizione Macchine Agricole Industria Artigianato.
E cosa c’era di macchine agricole, di mezzi e macchinari industriali, artigianali, di progettualità, di sistemi, di innovazione nelle lavorazioni o nei cicli produttivi dei settori predetti, in questa edizione?
Quali nuovi sistemi, quali nuovi processi, quali novità nei campi agricoli, industriali o artigianali si sono proposti nella manifestazione che si è appena conclusa? Nulla! Nessuno!
Infatti, nonostante si continui a chiamarla EMAIA, questa non ha più nulla a che fare con la fiera campionaria di un tempo. Infatti si comincia a chiamarla “NOVEMBRINA”, un nome bruttino pure a pronunciarsi, insignificante e che perde ogni significato ed ogni legame con quello che dovrebbe essere.
La maggior parte degli stands, quelli che sono rimasti vuoti perché non si sono trovate imprese che li abbiano prenotati, erano adibiti alla vendita di specialità campane, calabresi, pugliesi, lucane, ma nessuna azienda della nostra zona. Incredibilmente facciamo le fiere al contrario. Invece di esportare i nostri prodotti facciamo esporre qui i nostri concorrenti!
Altri stands esponevano merci commercializzate dappertutto e in qualunque altra manifestazione che, durante l’anno, ha luogo nella cittadella fieristica.
Insomma, niente di particolare, di innovativo, di diverso che attiri gente verso Vittoria. I pochi che sono venuti lo hanno fatto per la fiera che si svolge ai margini dell’EMAIA.
Ma, in effetti, cosa vogliamo che faccia un presidente che non riesce a capire che la fiera di San Martino si chiama così solo se si fa a San Martino? che le tradizioni sono tali perché, da tempo immemore, si rispettano determinate cadenze, atti e fatti ? che una fiera campionaria è tale se mettono in campo i campioni e i campionari di ciò che si vuole produrre e commercializzare? che porta le novità nei vari settori, presenti nella realtà produttiva della città, così da innovare i settori interessati e, con il loro miglioramento, portare progresso nella città tutta ?
Ma, evidentemente, alla nostra Amministrazione Comunale questa presidenza Denaro va bene così perché nemmeno a Palazzo Iacono ci si accorge di certe cose. Forse perché dall’interno del Palazzo non si riesce a vedere oltre i propri interessi, le proprie miopie, perché i loro redditi, a differenza di quanto succede alla stragrande maggioranza dei vittoriesi, sono sempre ugualmente ricchi perché intoccabili dalla crisi.
PER PATTO PER VITTORIA – Emilio Tasca
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