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Ragusa, il Carmine apre i suoi archivi: ottant’anni di carmelitani raccontati in una mostra
24 Ott 2026 16:38
Era il settembre del 1946 quando i Padri carmelitani scalzi tornarono a Ragusa, accolti con entusiasmo dalla popolazione. Ottant’anni dopo quella storia esce dagli archivi e diventa una mostra: si intitola “I custodi del giardino” ed è allestita nei locali del convento del santuario del Carmine, nell’ambito delle celebrazioni per l’anniversario.
Il percorso si snoda in quindici pannelli tematici, tra documenti, testimonianze e fotografie d’epoca. Si parte dalle origini del Carmelo a Ragusa, alla fine del Cinquecento, con la nascita del primo convento e le trasformazioni urbanistiche dell’area. Ampio spazio è dedicato al terremoto del 1693, che distrusse la chiesa e il convento, e alla ricostruzione che restituì alla città uno dei suoi luoghi di culto più significativi. Poi la stagione difficile dell’Ottocento, quando con la soppressione degli ordini religiosi il convento fu destinato ad altri usi e la presenza carmelitana si interruppe.
Il capitolo più coinvolgente è quello del ritorno, nel 1946: i pannelli raccontano l’accoglienza dei ragusani e le sfide affrontate per ridare vita alla comunità. Al centro c’è la figura di padre Casimiro del Preziosissimo Sangue, considerato il protagonista della rinascita carmelitana in città: a lui si devono la restituzione degli spazi conventuali, l’elevazione della chiesa a santuario mariano e la costruzione dell’attuale edificio sacro, inaugurato negli anni Sessanta.
Un pannello è dedicato anche a padre Adalberto Togni, ricordato da generazioni di ragusani per l’impegno educativo e il legame con i giovani, e alla nascita del gruppo scout Ragusa 2. Completano il percorso i pellegrinaggi, le attività del Terz’Ordine carmelitano teresiano e le grandi celebrazioni mariane che hanno fatto del Carmine un punto di riferimento spirituale per intere generazioni.
La mostra resta aperta fino al 24 gennaio, con ingresso libero: tutti i giorni dalle 17 alle 21, tranne il lunedì; il sabato e la domenica anche al mattino, dalle 10 alle 12,30.
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