Cava d’Aliga, il maltempo fa franare il terreno sul Lungomare Frine: il Comune chiarisce sulla bonifica

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La pioggia torrenziale dei giorni scorsi ha lasciato i suoi effetti anche a Cava d’Aliga, dove il forte dilavamento del terreno ha interessato l’area sottostante la litoranea di viale della Pace, in corrispondenza della parte terminale del Lungomare Frine.

Le abbondanti precipitazioni, arrivate dopo settimane di siccità, hanno provocato il trasporto verso valle di terra e materiale, determinando anche un parziale cedimento della grande aiuola che nelle scorse settimane era stata interessata da un intervento di pulizia e scerbatura da parte del Comune.

Proprio su questo punto arriva una precisazione: il dilavamento non sarebbe riconducibile all’intervento effettuato dall’amministrazione comunale. La bonifica, infatti, non avrebbe comportato l’estirpazione di piante grasse né la rimozione della vegetazione presente sul versante. L’area era stata invece ripulita dalla vegetazione infestante e dai rifiuti, con la rimozione anche di copertoni d’auto e altri materiali abbandonati da anni.

Il fenomeno verificatosi dopo le piogge è quindi oggetto di verifiche per individuare le cause del deflusso delle acque e del conseguente trascinamento di terreno verso la parte sottostante.

Tra le ipotesi prese in considerazione c’è quella che il problema possa essere legato alle acque provenienti da viale della Pace. In passato, tra un pilone e l’altro della litoranea, erano presenti alcune protezioni che contribuivano a contenere e indirizzare il deflusso delle acque. Il Comune sta verificando se questi elementi siano stati modificati o rimossi e se tale situazione possa aver favorito un maggiore sversamento di acqua e fango verso valle.

La spiaggia difficile da raggiungere dopo la pioggia

Il maltempo dei giorni scorsi ha creato difficoltà anche nell’accesso alla spiaggia. Il terreno reso particolarmente fangoso dalle precipitazioni ha infatti complicato il passaggio verso l’arenile, proprio a causa del materiale trascinato dalle acque.

Una situazione che ha reso ancora più evidente l’effetto delle precipitazioni su un’area già caratterizzata da un versante particolarmente esposto al deflusso delle acque.

Adesso l’attenzione è rivolta soprattutto alla verifica delle cause del fenomeno. L’obiettivo è capire da dove provenga esattamente l’acqua che, dopo le piogge, ha trascinato terra e detriti verso valle e se il sistema di contenimento e canalizzazione esistente in passato sia ancora integro o necessiti di interventi.

La questione del Lungomare Frine torna così sotto i riflettori non tanto per l’intervento di pulizia effettuato nelle scorse settimane, quanto per la necessità di comprendere come gestire il deflusso delle acque in occasione di precipitazioni particolarmente intense, evitando che il fenomeno possa ripetersi.

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