Fumarole, Aiello: “Stop ai fili di plastica nelle serre. Intervengano Regione e Province”

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Il sindaco di Vittoria Francesco Aiello interviene sul fenomeno delle fumarole e chiede un’azione coordinata tra Comuni, Province e Regione Siciliana. “È una vergognosa strumentalizzazione far credere che si tratti esclusivamente di un problema di Vittoria”, afferma il primo cittadino, che richiama l’attenzione su una problematica che, secondo la sua ricostruzione, interessa l’intera fascia costiera compresa tra Licata e Pachino, coinvolgendo numerosi territori a forte vocazione serricola.

“Non è una questione soltanto vittoriese”

Aiello contesta le ricostruzioni che tenderebbero a ricondurre la questione delle fumarole alla sola città di Vittoria e sottolinea la necessità di un intervento che superi i confini comunali.

“Siamo di fronte a un fenomeno molto più esteso e complesso, che interessa l’intera fascia costiera compresa tra Licata e Pachino e coinvolge numerosi territori a forte vocazione serricola”, dichiara il sindaco.

Per Aiello, la dimensione del problema impone una precisa assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli istituzionali. Non può essere, sostiene, il sindaco di una sola città a farsi carico di una questione che riguarda un territorio così ampio.

“Non è sufficiente parlare di Vittoria come se il problema nascesse e finisse qui. La questione riguarda una vasta area della Sicilia sud-orientale e deve essere affrontata con una strategia territoriale”, afferma.

Da qui la richiesta di un ruolo centrale da parte della Regione Siciliana, chiamata a coordinare un confronto tra i Comuni, le Province e le autorità competenti.

“La Regione deve assumere un ruolo di coordinamento, mettendo attorno allo stesso tavolo Comuni, Province e autorità competenti”, aggiunge Aiello, che chiama in causa anche le forze politiche e parlamentari che rappresentano i territori interessati.

Il disegno di legge sui fili sintetici

Nel suo intervento, il sindaco di Vittoria ricorda di avere già predisposto un disegno di legge, consegnato ai rappresentanti iblei del Parlamento regionale, con l’obiettivo di intervenire alla radice su una delle problematiche legate alla gestione dei residui delle coltivazioni serricole.

“Ho elaborato un Disegno di Legge che ho consegnato ai parlamentari iblei, nel quale prevedo il divieto assoluto di utilizzare fili sintetici per il sostegno dei palchi di pomodoro e, contestualmente, interventi economici per favorire l’utilizzo di fili ecocompatibili”, spiega Aiello.

Il tema riguarda in particolare la gestione della cosiddetta fratta, ovvero i residui vegetali delle coltivazioni che, una volta concluso il ciclo produttivo, devono essere rimossi e gestiti.

Secondo il sindaco, l’impiego di fili di plastica rende più complesso il trattamento del materiale e ne trasforma una parte in un rifiuto da raccogliere e smaltire.

“Il problema è anche quello della gestione della fratta. L’utilizzo dei fili di plastica trasforma un materiale che potrebbe essere trattato direttamente in azienda in un rifiuto che deve essere raccolto e smaltito”, sottolinea.

La proposta avanzata da Aiello punta quindi a favorire l’utilizzo di materiali ecocompatibili, così da consentire, dove possibile, un trattamento dei residui direttamente nelle aziende agricole.

“Con l’impiego di materiali ecocompatibili, invece, la fratta può essere sottoposta a trattamenti che ne consentano il riutilizzo come ammendante o per altri scopi agricoli”, aggiunge il primo cittadino.

“Dove sono i centri di stoccaggio?”

Resta però aperto il problema della fratta che non può essere trattata direttamente nelle aziende. È su questo aspetto che Aiello concentra un ulteriore elemento di critica, richiamando l’attenzione sulla disponibilità delle strutture per lo stoccaggio e il conferimento.

“La fratta ingombra e, quando non viene trattata in azienda, deve essere allontanata e conferita in strutture idonee. Ma dove sono i centri di stoccaggio?”, chiede il sindaco.

Nella sua ricostruzione, lungo la fascia costiera compresa tra Licata e Pachino ci sarebbe sostanzialmente un solo centro di stoccaggio, quello di contrada Perciata.

“È evidente che trasportare la fratta per decine e decine di chilometri rappresenta un costo enorme per le aziende e, per quelle più lontane, può diventare persino impraticabile”, afferma Aiello.

Una situazione che, secondo il sindaco, rende necessario un intervento strutturale per affrontare la gestione dei residui agricoli e ridurre il peso economico e organizzativo sulle imprese serricole.

L’appello ai parlamentari di quattro province

Nel finale del suo intervento, Aiello rivolge un appello alle forze politiche e ai parlamentari delle province di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Siracusa, chiedendo che la questione venga affrontata in Parlamento regionale attraverso proposte e misure concrete.

“Rivolgo un caloroso appello a tutte le forze politiche e ai parlamentari delle province di Agrigento, Caltanissetta, Ragusa e Siracusa affinché si facciano carico di questa emergenza e portino in Parlamento regionale proposte e misure concrete”, dichiara.

Il sindaco insiste sulla necessità di superare ogni contrapposizione territoriale e di affrontare il fenomeno con una visione complessiva, che tenga insieme ambiente, salute pubblica e futuro dell’agricoltura.

“Il problema delle fumarole non è una questione di parte e non è una questione soltanto vittoriese: riguarda la salute dei cittadini, la tutela dell’ambiente e il futuro dell’agricoltura e dei serricoltori siciliani”, conclude Aiello.

La richiesta è dunque quella di risposte istituzionali immediate e coordinate, con un coinvolgimento diretto della Regione e delle Province per affrontare una problematica che, secondo il sindaco, interessa una vasta area della Sicilia sud-orientale.

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