La spesa al supermercato si paga a rate: il carrello entra nell’era del «compra ora, paga dopo». Che ne pensate?

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Pane, pasta, latte, carne, frutta e verdura. Prodotti che finiscono nel carrello e, fino a oggi, anche nel conto della spesa da pagare immediatamente. Ora, almeno in alcuni supermercati, anche il carrello può essere pagato a rate. Una novità che sta facendo discutere perché porta il meccanismo del credito al consumo direttamente dentro la spesa quotidiana.

A introdurre il sistema è stata la catena romana Pewex, che ha integrato attraverso Klarna la possibilità di dilazionare il pagamento. Il cliente può scegliere di pagare subito, rinviare il pagamento di un mese senza interessi oppure dividere l’importo in tre rate mensili a costo zero. Sono previste anche formule di finanziamento più lunghe, fino a 12 mesi, ma in questo caso entrano in gioco gli interessi e le condizioni del credito.

Il sistema rientra nel cosiddetto Buy Now Pay Later, il «compra ora, paga dopo» diventato negli ultimi anni sempre più diffuso soprattutto per acquisti online, dall’abbigliamento alla tecnologia. La novità, però, è il passaggio dai beni non essenziali ai prodotti alimentari di tutti i giorni.

Ed è proprio questo il punto che ha acceso il dibattito. Pagare a rate un’auto, un elettrodomestico o un computer significa distribuire nel tempo il costo di un bene destinato a durare. Pagare a rate il contenuto del frigorifero significa invece utilizzare credito per acquistare beni che, nella maggior parte dei casi, saranno consumati prima ancora della scadenza delle rate.

La formula può certamente rappresentare una soluzione per chi deve affrontare una spesa imprevista o un mese particolarmente pesante. Ma può anche diventare rischiosa se utilizzata sistematicamente. Una rata apparentemente piccola può infatti sommarsi alle altre: prestiti, acquisti già dilazionati, bollette e, naturalmente, eventuali rate del mutuo.

Il fenomeno racconta quindi qualcosa anche sul potere d’acquisto delle famiglie. La possibilità di rinviare il pagamento può essere una comodità, ma il fatto che il credito arrivi anche sui beni essenziali è un segnale di come sia cambiato il rapporto tra redditi, costo della vita e consumi. La Cgil ha letto l’iniziativa proprio in questa chiave, parlando del rischio che la difficoltà economica venga trasformata in debito.

Per il momento non si tratta di una pratica generalizzata in tutta la grande distribuzione italiana. Ma il modello sembra destinato a espandersi: secondo quanto riportato da Il Post, Klarna ha indicato che a settembre anche una delle principali catene italiane della grande distribuzione dovrebbe introdurre un servizio analogo.

La vera novità, dunque, non è soltanto tecnologica. È culturale ed economica: la rata, che per anni è stata associata agli acquisti importanti, sta arrivando anche sulla spesa di tutti i giorni.

E resta una domanda: se per riempire il carrello bisogna sempre più spesso pensare a come pagarlo il mese prossimo, siamo davanti a una nuova comodità per il consumatore oppure al segnale di una difficoltà economica che non può più essere ignorata?

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