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Il Consiglio comunale di Ragusa parcheggia il parcheggio di Ibla: presentati 230 emendamenti al progetto. Scoppia la polemica
12 Ago 2026 15:28
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Il parcheggio multipiano di via Peschiera, a Ragusa Ibla, arriva in Consiglio comunale e, insieme alla delibera che dovrebbe consentire di avviare l’iter per l’affidamento dei lavori, esplode anche lo scontro politico. La seduta di ieri sera ha infatti prodotto oltre 230 emendamenti presentati dalle opposizioni, in particolare dal Partito Democratico, trasformando quello che nelle intenzioni dell’amministrazione avrebbe dovuto essere un passaggio decisivo per un’opera attesa da decenni in una nuova fase di confronto e contrapposizione.
Il progetto è quello di un grande parcheggio interrato da realizzare in via Peschiera, in uno dei principali punti di accesso a Ibla. L’intervento insiste su un’area di circa 4 mila metri quadrati e prevede quattro livelli interrati, collegati da una rampa elicoidale, due scale e due ascensori. Il progetto contempla almeno 350 posti auto e un funzionamento 24 ore su 24 attraverso sistemi di controllo e automazione. Le precedenti versioni del progetto indicavano 393 posti auto, di cui 11 riservati alle persone con disabilità, oltre a 25 stalli per motocicli.
L’opera nasce nell’ambito di un partenariato pubblico-privato, attraverso un project financing: sarà dunque il concessionario privato a realizzare e gestire l’infrastruttura, mentre Comune di Ragusa e Libero Consorzio Comunale intervengono con una quota di sostegno pubblico. L’accordo tra i due enti è stato formalizzato nel luglio 2024 e prevedeva un intervento complessivo stimato in circa 11,2 milioni di euro, con una partecipazione pubblica suddivisa in parti uguali.
Nel frattempo, il Comune ha lavorato per completare la propria quota di finanziamento. Nel novembre 2024 la Commissione Centri storici aveva approvato ulteriori 500 mila euro nell’ambito dei fondi della cosiddetta Legge su Ibla, portando a compimento la quota comunale necessaria per procedere verso la gara.
È proprio sulla necessità di arrivare finalmente al passaggio decisivo che il sindaco Peppe Cassì ha costruito la propria difesa, sia durante la seduta consiliare sia successivamente con un duro intervento sui social.
Per il primo cittadino, la delibera rappresentava una «prova di maturità democratica» per il Consiglio comunale e avrebbe dovuto essere approvata senza divisioni, trattandosi di un’opera considerata strategica non soltanto per Ibla, ma per l’intero sistema turistico ed economico della città.
Cassì contesta soprattutto il numero degli emendamenti presentati. «Sono stati presentati più di 230 emendamenti», ha scritto, definendo l’operazione un «tentativo ostruzionistico» ammesso dagli stessi protagonisti della discussione. Secondo il sindaco, anche soltanto l’esame e la verifica degli emendamenti potrebbero richiedere «settimane, se non mesi», con il rischio di rallentare ulteriormente un iter già segnato da una lunga serie di passaggi burocratici e normativi.
Il sindaco respinge anche i dubbi legati alla data della seduta, l’11 agosto. «Come mai questo atto arriva in Consiglio comunale l’11 di agosto?», è una delle domande che Cassì riferisce di avere sentito sollevare, ribadendo però che l’amministrazione aveva trasmesso l’atto al Consiglio già dalla metà di luglio e che si era in attesa dei pareri necessari.
Nella ricostruzione del sindaco, inoltre, il progetto avrebbe già superato numerose verifiche sulla propria sostenibilità economica. Cassì richiama in particolare il «value for money positivo», il fatto che il rischio del partenariato sarebbe inferiore al costo equivalente di un appalto tradizionale e che il rischio dell’operazione ricadrebbe sul concessionario.
C’è poi la questione delle risorse pubbliche. Il sindaco parla di circa 2,3 milioni di euro di contributo pubblico, con una quota proveniente dal Libero Consorzio e una dal Comune, costruita attraverso diverse fonti finanziarie. Un impegno che, secondo Cassì, è stato necessario per mantenere in equilibrio il piano economico-finanziario dell’intervento.
«Dopo aver ottenuto tutte le rassicurazioni del caso con un lavoro lunghissimo – sostiene il sindaco – ora che avremmo dovuto essere tutti pronti a votare un atto che a Ibla aspettano da decenni, si vuole rimettere tutto in discussione».
Da qui l’appello rivolto al Consiglio comunale: secondo Cassì, le battaglie politiche possono e devono esserci, ma non dovrebbero riguardare un’opera che, a suo giudizio, risponde a una necessità condivisa da residenti, operatori economici, strutture ricettive e comparto turistico.
Di tutt’altro tenore la posizione espressa dall’opposizione e in particolare dal Partito Democratico. Nel corso della seduta, il consigliere Peppe Calabrese ha contestato apertamente la ricostruzione del sindaco, sostenendo che il problema non sarebbe la volontà dell’opposizione di bloccare il parcheggio, ma il metodo con cui l’atto sarebbe stato portato in aula.
Calabrese ha rivendicato il sostegno del Pd alla realizzazione del parcheggio e ha spiegato che la richiesta dell’opposizione era quella di ottenere un rinvio di circa 15 giorni, così da poter approfondire una pratica che, secondo i consiglieri, non sarebbe stata adeguatamente condivisa e discussa prima dell’approdo in aula.
«Il Partito Democratico vuole il parcheggio a Ibla», ha ribadito Calabrese, respingendo l’accusa di ostruzionismo. La presentazione dei 230 emendamenti, nella sua lettura, sarebbe piuttosto la conseguenza del mancato rinvio della discussione.
Il consigliere dem ha inoltre puntato il dito contro gli otto anni e mezzo di amministrazione Cassì, sostenendo che il ritardo nella realizzazione dell’opera non possa essere attribuito alle opposizioni. «Otto anni e mezzo di ritardo», ha accusato Calabrese, ricordando che già in precedenza esisteva un progetto di finanza e che erano state individuate risorse per l’intervento.
Il nodo politico, dunque, si sposta anche sui tempi. Per il sindaco, portare finalmente in aula la delibera significa dare seguito a un iter complesso e ormai maturo; per il Pd, invece, il fatto che il provvedimento sia arrivato in Consiglio l’11 agosto, con diversi consiglieri assenti e senza un confronto ritenuto sufficiente, rappresenterebbe proprio uno degli elementi che avrebbero reso necessario un rinvio.
Calabrese ha inoltre respinto l’accusa di voler trasformare la vicenda in una battaglia politica, sostenendo che sarebbe stato lo stesso sindaco ad avere aperto il confronto in vista delle prossime scadenze elettorali. «Non glielo permettiamo», ha affermato riferendosi alla possibilità che l’opera possa diventare una «medaglietta» politica dell’amministrazione.
Il punto, tuttavia, è che anche l’opposizione dichiara di volere il parcheggio. La distanza non riguarda, almeno nelle dichiarazioni rese in aula, l’obiettivo finale dell’opera, ma il percorso per arrivarci.
E così, mentre l’amministrazione sostiene che i 230 emendamenti rischiano di riportare indietro di mesi un progetto che ha già affrontato numerosi passaggi tecnici, il Pd ribatte che proprio il ricorso agli emendamenti è stato determinato dal rifiuto di concedere un breve rinvio per consentire un confronto più approfondito.
La partita, quindi, resta aperta. Il parcheggio di via Peschiera continua a essere indicato da maggioranza e opposizione come un’opera necessaria per Ibla, ma il Consiglio comunale si trova ora davanti a un lungo lavoro di esame degli emendamenti. Ed è proprio questo il paradosso della vicenda: tutti dicono di volere il parcheggio, ma sul modo e sui tempi per arrivarci lo scontro politico è ormai esploso.
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