Case dignitose ai lavoratori agricoli stagionali. La prima risposta contro i caporali

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Una misura del governo nazionale che destina, per decisione del Consiglio dei Ministri, uno stanziamento di 150 milioni di euro per la realizzazione di alloggi da destinare ai lavoratori agricoli. In tal modo si rafforza la legalità, si contrasta il caporalato e si sostengono le imprese che operano nel pieno rispetto delle regole. “E’ una questione che il mondo agricolo attendeva da tempo – commenta il vicepresidente nazionale di Confagricoltura con delega alle politiche del lavoro, Sandro Gambuzza – il provvedimento il frutto di un confronto istituzionale intenso e costante, portato avanti negli ultimi mesi con il Governo e, in particolare, con il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, al quale desidero esprimere il mio sincero ringraziamento per l’attenzione dimostrata e per aver condiviso l’esigenza di intervenire su una questione che il mondo agricolo attendeva da tempo”.

Il contrasto al capolarato è fatto solo di repressione? No, anche e soprattutto di integrazione.

Il messaggio che oggi passa è nuovo e concreto. “Il contrasto allo sfruttamento del lavoro non può essere affidato esclusivamente agli strumenti repressivi. È necessario rimuovere le cause che favoriscono situazioni di illegalità, e tra queste la mancanza di strutture abitative adeguate rappresenta uno degli elementi più rilevanti – spiega ancora Sandro Gambuzza – per questa ragione Confagricoltura ha proposto con forza un piano nazionale che consentisse il recupero del patrimonio edilizio rurale esistente, trasformando immobili aziendali inutilizzati in alloggi moderni, sicuri e funzionali per i lavoratori agricoli stagionali. Una soluzione capace di coniugare legalità, sostenibilità economica e valorizzazione del territorio. Lo stanziamento dei 150 milioni costituisce un primo passo significativo in questa direzione. Rimane tuttavia il rammarico per il mancato utilizzo delle risorse residue del PNRR, che avrebbero consentito di ampliare la portata dell’intervento, accelerare il recupero degli immobili rurali e dare una risposta ancora più incisiva alle esigenze delle imprese agricole e dei lavoratori. Quelle risorse avrebbero rappresentato un moltiplicatore degli investimenti, permettendo una programmazione pluriennale e un numero molto più elevato di interventi, soprattutto nelle aree caratterizzate da una forte presenza di manodopera stagionale”.

Oggi si parla di sfida. Una sfida a più voci.

“La sfida, infatti, non riguarda soltanto la costruzione di nuovi alloggi, ma la realizzazione di un vero modello di accoglienza integrata, capace di offrire dignità ai lavoratori, sicurezza alle imprese e maggiore competitività all’intero comparto agricolo. L’agricoltura italiana ha bisogno di politiche strutturali, non di interventi emergenziali. Per questo Confagricoltura continuerà a collaborare con il Governo affinché questo primo risultato possa trasformarsi in un programma nazionale stabile”.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it