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Incendio di Monserrato, dopo tre giorni si lavora ancora. Residenti preoccupati: “Perché non si riesce a spegnerlo?”
17 Lug 2026 08:26
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Sono trascorsi tre giorni dall’inizio dell’incendio che ha colpito la collina di Monserrato e, nonostante il massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, l’emergenza non può ancora dirsi conclusa. Il vento e il caldo continuano ad alimentare i focolai, rendendo estremamente difficile la completa bonifica dell’area.
Già nella tarda serata di ieri, alle 23, la Protezione Civile aveva fatto il punto della situazione attraverso il terzo comunicato ufficiale.
“Nonostante i mezzi aerei antincendio, l’incendio è ancora attivo sul costone di Monserrato. Per via della scarsa visibilità notturna e del terreno impervio, nessuna squadra può intervenire facilmente.”
Nel comunicato veniva precisato che la situazione nella zona di contrada Caitina, interessata dalle fiamme nel pomeriggio, appariva invece sotto controllo e senza focolai pericolosi, mentre durante la notte sarebbe stato garantito il presidio dell’area da parte di Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e volontari, in attesa della ripresa dei lanci aerei con la luce del giorno.
Nel pomeriggio di ieri si parlava già di operazioni di bonifica. Tuttavia il vento, ha riattivato diversi focolai, alimentando nuovamente le fiamme e costringendo i soccorritori a riprendere le operazioni di spegnimento.
Una situazione che molti cittadini faticano a comprendere. La domanda che in tanti si pongono è semplice: perché, dopo tre giorni, l’incendio non è stato ancora definitivamente spento?
La risposta è legata soprattutto alla conformazione del territorio. Il costone di Monserrato presenta aree particolarmente impervie, difficilmente raggiungibili dai mezzi di terra. In queste condizioni il lavoro degli operatori dipende in larga parte dall’intervento dei mezzi aerei, che possono operare solo nelle ore diurne e in condizioni di sicurezza. Il vento, inoltre, rende imprevedibile l’evoluzione del fronte di fuoco, riaccendendo continuamente braci e focolai che sembravano ormai spenti.
Parallelamente alle operazioni di spegnimento, sono stati avviati gli accertamenti per chiarire l’origine dell’incendio.
Sebbene al momento non vi siano comunicazioni ufficiali sulle cause, appare difficile pensare a un fenomeno di autocombustione. Saranno gli investigatori a stabilire se il rogo sia stato provocato da un gesto doloso, da una grave imprudenza o da altre circostanze.
Alcuni cittadini riferiscono di aver notato, nelle prime fasi dell’emergenza, la presenza di più punti di fumo distanti tra loro, una circostanza che sarà eventualmente oggetto di verifica da parte degli organi competenti.
In città si è aperto anche un confronto sull’impiego dei mezzi antincendio.
C’è chi osserva che l’arrivo dei velivoli sarebbe avvenuto diverse ore dopo lo sviluppo del rogo e che, in un’area così vasta e difficile da raggiungere, un maggiore impiego di Canadair avrebbe potuto contribuire a contenere più rapidamente l’incendio. Si tratta di valutazioni espresse da cittadini e osservatori che evidenziano le difficoltà affrontate in questi giorni, ma che dovranno essere eventualmente approfondite dalle autorità competenti.
Su un punto, però, non sembrano esserci divisioni: il riconoscimento dell’impegno di quanti, da quasi tre giorni, stanno combattendo contro il fuoco.
Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, volontari della Protezione Civile e gli equipaggi dei mezzi aerei stanno operando in condizioni estremamente difficili, tra caldo torrido, vento e un territorio particolarmente ostile.
Le operazioni di bonifica proseguono anche oggi con l’obiettivo di spegnere definitivamente gli ultimi focolai e mettere in sicurezza l’intera area, nella speranza che il vento conceda finalmente una tregua e consenta di dichiarare conclusa un’emergenza che sta mettendo a dura prova uomini, mezzi e l’intero territorio modicano.
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