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“Resisto anche Queer”: conto alla rovescia per il Ragusa Pride 2026, l’11 luglio la parata a Marina di Ragusa
03 Lug 2026 09:19
Torna il Pride più a Sud d’Italia. Sabato 11 luglio Marina di Ragusa ospiterà la quinta edizione del Ragusa Pride, una manifestazione che negli anni è diventata un punto di riferimento non solo per la comunità Lgbtqia+, ma per l’intero territorio siciliano. Lo slogan scelto per il 2026, “Resisto anche Queer”, racchiude il senso di un’edizione che punta a trasformare la parata in un momento di condivisione, partecipazione e costruzione di una comunità sempre più ampia e consapevole.
Per gli organizzatori il Pride rappresenta «un nuovo principio di resistenza», un’occasione per uscire dall’isolamento, creare relazioni e rafforzare una rete che, dal duplice omicidio di Giarre del 1980 fino ai giorni nostri, ha contribuito a fare del territorio ibleo un laboratorio culturale, sociale e politico contro l’omolesbobitransfobia e l’eterocisnormatività.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento di quest’anno è il ricordo di Beatrice, la ragazza trans di appena 14 anni che lo scorso febbraio si è tolta la vita a Vittoria. Una tragedia che, spiega l’organizzazione, è stata vissuta dall’intera comunità Lgbtqia+ come «un grido corale di dolore e di rabbia» e che ha dato impulso a un nuovo percorso condiviso di confronto, vicinanza e progettazione.
Il programma della manifestazione ricalca quello delle passate edizioni. Il raduno è previsto alle 18,30 all’inizio del lungomare Andrea Doria (venendo da Donnalucata), nel piazzale Michele Calabrese (area giostre e fitness), dove si trovano le panchine rainbow. Alle 19 partirà la parata attraversando il lungomare Andrea Doria con alcune soste dedicate agli interventi e alla lettura della lettera politica del Pride, per concludersi in piazza Torre. Qui si terranno gli interventi dal palco e, successivamente, il dj set che accompagnerà la serata fino alle 2.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’accessibilità. Il percorso è interamente pianeggiante, dotato di ampi marciapiedi e scivoli per consentire la partecipazione delle persone con disabilità motoria. Saranno inoltre garantiti il servizio di interpretariato nella Lingua dei Segni Italiana (LIS).
La principale novità dell’edizione 2026 riguarda però il percorso organizzativo. Dopo due anni in cui il Ragusa Pride è stato promosso principalmente da Arcigay Ragusa con il supporto di volontari, quest’anno la costruzione della manifestazione è diventata un processo condiviso. A partire dai giorni successivi alla morte di Beatrice è nata infatti una rete informale composta da Arcigay Ragusa, Agedo Ragusa, Cristiani LGBT, dalla neonata Beax ETS, oltre che da collettivi, gruppi e singole persone che hanno collaborato sia agli eventi pre-Pride sia all’organizzazione della manifestazione.
«È stato un percorso più complesso – spiega dall’organizzazione – perché il confronto tra sensibilità diverse richiede tempo, ascolto e cura, ma proprio per questo è stato anche più ricco. Il Ragusa Pride 2026 è un Pride delle diversità anche nel modo in cui è stato costruito».
Questo approccio trova spazio anche nella “Lettera aperta del Ragusa Pride 2026”, che sostituisce il tradizionale manifesto politico. Tra le rivendicazioni che saranno portate in piazza figurano l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva, la parità nell’accesso al lavoro, il contrasto alla cultura mafiosa e al caporalato, la tutela dei diritti civili e sociali e la lotta contro ogni forma di discriminazione. Nella piattaforma politica trovano spazio anche la condanna del genocidio del popolo palestinese, delle guerre, delle occupazioni coloniali e di ogni forma di violenza armata.
Il Ragusa Pride 2026 ha ottenuto il patrocinio dei Comuni di Ragusa, Vittoria, Comiso, Scicli, Chiaramonte Gulfi e Acate. La manifestazione è sostenuta anche da sponsor privati e da numerosi cittadini che hanno contribuito attraverso una campagna di crowdfunding.
Per l’organizzazione si tratta di un segnale importante, che dimostra come il territorio ibleo sappia andare oltre gli stereotipi che spesso descrivono il Sud come poco sensibile ai diritti delle persone queer. «È una comunità viva, partecipe e resistente», sottolineano.
Tutte le informazioni sul programma e sugli eventi collegati sono disponibili attraverso i canali ufficiali del Ragusa Pride.


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