A Ragusa apre il guardaroba sociale: abiti nuovi gratuiti per 120 famiglie fragili

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Un luogo dove la solidarietà diventa concreta, quotidiana e dignitosa. Ha aperto oggi nel centro storico di Ragusa il nuovo “guardaroba sociale” della Fondazione Progetto Arca, in via Sortino Scribano 54, un servizio dedicato al sostegno delle persone in difficoltà economica che si affianca all’Emporio solidale della Caritas diocesana.

Un’iniziativa che coinvolge una rete di enti del territorio e che punta a trasformare l’assistenza in un percorso di inclusione reale, offrendo non solo abiti, ma anche accoglienza e ascolto.

Un servizio per 120 famiglie fragili

Il guardaroba sociale sarà a disposizione di circa 120 famiglie, pari a circa 400 persone tra adulti e bambini, selezionate attraverso la rete dei servizi sociali, del volontariato e dei centri di ascolto parrocchiali.

Ogni mese le famiglie potranno accedere al servizio su appuntamento, scegliendo liberamente capi di abbigliamento, scarpe e accessori, in un contesto organizzato come un vero e proprio negozio, ma completamente gratuito.

Abiti nuovi e dignità al centro del progetto

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Fondazione Progetto Arca e H&M Italia, che fornisce arredi e capi di abbigliamento nuovi, mai utilizzati, destinati alle famiglie beneficiarie.

L’obiettivo è superare il modello assistenzialistico del “kit preconfezionato”, offrendo invece la possibilità di scegliere in base ai bisogni e ai gusti personali, restituendo centralità e dignità alla persona.

Una sezione speciale è dedicata alle donne in gravidanza, che possono preparare il corredo per i nascituri con il supporto delle volontarie.

Una rete di volontariato e istituzioni

All’inaugurazione erano presenti il sindaco Giuseppe Cassì, rappresentanti della Caritas diocesana, del Vo.Cri. – Volontariato Cristiano, della Diocesi di Ragusa, di H&M Italia e della Fondazione Progetto Arca.

Il servizio è gestito operativamente dai volontari del Vo.Cri., che accolgono e accompagnano le famiglie nella scelta dei capi.

Un modello di inclusione sociale

Per i promotori, il guardaroba sociale rappresenta un presidio di inclusione e non solo di assistenza materiale.

“È un luogo di incontro e relazione – è stato sottolineato – dove la risposta al bisogno passa anche attraverso l’ascolto e la costruzione di legami di fiducia”.

Un approccio che punta a rafforzare i percorsi di reintegrazione sociale delle persone fragili, andando oltre la semplice distribuzione di beni.

La rete Caritas e il lavoro sul territorio

Il nuovo servizio si inserisce nel sistema già attivo in città, che comprende l’Emporio solidale, il Ristoro San Francesco e i centri di ascolto cittadini e parrocchiali.

Per la Caritas diocesana si tratta di un ulteriore tassello di un modello integrato di intervento contro la povertà, basato sulla collaborazione tra istituzioni, terzo settore e realtà nazionali.

Il ruolo di H&M e Progetto Arca

Il progetto, già attivo in altre città italiane come Milano, Roma, Napoli e Bari, è il quinto guardaroba sociale aperto in Italia.

Solo nell’ultimo anno, la rete nazionale ha distribuito oltre 70mila capi di abbigliamento, confermando la crescita di un modello basato su sostenibilità, riuso e inclusione sociale.

Fondazione Progetto Arca, attiva dal 1994, ha già raggiunto oltre 435mila beneficiari in tutta Italia attraverso programmi di assistenza a persone senza dimora, famiglie in difficoltà e migranti.

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