Beni confiscati alla mafia a Scicli: nasce una rete di strutture per fragili e famiglie

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Sono sparsi fra la periferia della città, Donnalucata e le zone rurali di Guardiola, Fondo Oliva, San Lorenzo-Mendolilli. Sono immobili con annessi fondi terrieri tutti indirizzati a diventare luoghi di aggregazione e di ospitalità con servizi dedicati ai più fragili, quindi rigorosamente per fini sociali. Nelle contrade Cudiano, Fondo Oliva e Guardiola confiscati terreni per circa trentamila metri quadrati: in essi si ipotizzano attività con finalità istituzionali dopo un lavoro di valorizzazione dei luoghi. Altre cinque particelle sono predisposte per fini sociali: sono due appezzamenti di terreno per complessivi quattromila metri quadrati siti in contrada Guardiola alla vicina periferia della città, entrambi annessi a due fabbricati anch’essi confiscati. Sempre per fini sociali si lavora per ridare “vita” a tre fabbricati. Per essi sarebbe stato già individuato l’utilizzo futuro: in via Termopoli a Donnalucata un immobile di 340 metri quadrati, per il quale è stato pubblicato l’avviso pubblico di concessione con scadenza il prossimo 27 luglio, è da destinare all’accoglienza temporanea di nucle familiari in condizioni di disagio; in contrada San Lorenzo Mendolilli, proprio vicino al cimitero cittadino con affaccio su via Ospedale e la provinciale per Santa Croce Camerina, Ragusa e Modica, l’immobile confiscato è finalizzato alla creazione di una casa famiglia per ragazze madri, disabili, extracomunitari. Le procedure inerenti la destinazione e la consegna degli immobili e dei terreni sono state ferme per per oltre un decennio da quando è stato ufficializzato il codice antimafia nel 2011 e da quando sono state disposte le confische da parte degli organi giudiziari con affidamento di terreni e case al Comune sciclitano per destinarli a finalità sociali. Su queste procedure per anni ha vigilato la Prefettura di Ragusa che ha sollecitato l’ente a chiudere il cerchio.

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