Mensa scolastica a Modica: il punto di vista di un genitore per migliorare il servizio ed evitare sprechi

Capire meglio cosa piace davvero ai bambini, migliorare il menù della mensa scolastica e ridurre gli sprechi alimentari. Parte da qui la riflessione di un genitore di Modica, Massimo, che ha deciso di scrivere una lettera pubblica all’amministrazione comunale con uno spirito dichiaratamente propositivo e collaborativo.

L’idea avanzata è semplice ma concreta: promuovere un sondaggio periodico tra alunni e famiglie per comprendere quali pietanze risultino maggiormente gradite e quali invece finiscano più spesso nei rifiuti. Un modo, secondo il genitore, per migliorare il servizio mensa, adattare meglio i menu alle esigenze dei bambini — sempre nel rispetto delle linee nutrizionali — e allo stesso tempo limitare gli sprechi di cibo.

Massimo suggerisce anche di avviare un monitoraggio statistico sul cibo quotidianamente buttato, così da avere dati reali su ciò che viene consumato e su ciò che invece viene sistematicamente rifiutato dagli alunni. La riflessione arriva dopo le recenti dichiarazioni dell’assessore Concetta Spadaro sulle novità previste per il servizio mensa cittadino, tra cui il completamento entro giugno del nuovo centro cottura di Modica Alta.

Nel suo intervento, il genitore riconosce gli sforzi compiuti dal Comune per migliorare il servizio, definendo il nuovo centro cottura una scelta importante per ottimizzare la distribuzione dei pasti e ridurre i tempi di trasporto. Accanto agli aspetti positivi, però, vengono evidenziate anche alcune criticità che molte famiglie vivrebbero quotidianamente.

Uno dei punti centrali riguarda il fatto che il numero stabile delle iscrizioni alla mensa non coinciderebbe necessariamente con una piena soddisfazione del servizio. Secondo Massimo, infatti, molte famiglie continuano ad aderire perché non dispongono di alternative praticabili.

In passato, spiega il genitore, diversi genitori avrebbero voluto sospendere temporaneamente il servizio in presenza di criticità o disservizi, scegliendo di fornire autonomamente il pranzo ai propri figli. Tuttavia, le disposizioni scolastiche consentirebbero soltanto l’integrazione del pasto e non la sua totale sostituzione.

Una situazione che, secondo il genitore, crea difficoltà organizzative ed economiche alle famiglie che continuano comunque a sostenere i costi della mensa. Il tono della lettera resta però improntato al dialogo e alla collaborazione. L’obiettivo dichiarato non è quello della polemica, ma contribuire a rendere il servizio sempre più efficiente, trasparente e vicino alle esigenze reali dei bambini e delle famiglie. Perché la mensa scolastica, soprattutto per molte famiglie modicane, rappresenta un servizio essenziale della quotidianità.

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