“Rubinetti a secco da oltre un mese e mezzo”: esplode la rabbia delle famiglie ragusane, ma le risposte ancora non arrivano

C’è chi non riesce a fare una doccia, chi è costretto a razionare ogni litro d’acqua per cucinare o lavare i vestiti, chi da settimane vive nell’attesa di un’autobotte che spesso non arriva. A Ragusa, nella zona Palazzello e nelle aree comprese tra viale dei Platani, via Vittorio Veneto, via del Mandorlo, via del Pioppo e le strade limitrofe, l’emergenza idrica sta assumendo contorni sempre più esasperanti.
Da oltre un mese e mezzo decine e decine di famiglie convivono con rubinetti completamente a secco o con un’erogazione insufficiente persino per le esigenze più basilari. Una situazione che i residenti definiscono ormai insostenibile, aggravata dal fatto che, nonostante lavori, scavi e interventi tecnici, il problema continua a restare senza una soluzione concreta.
In queste settimane nella zona sono intervenuti ruspe ed escavatori per effettuare verifiche e lavori di ricerca sulla rete idrica. Ma, secondo quanto lamentano i cittadini, Iblea Acque, la società che gestisce il servizio idrico, non sarebbe ancora riuscita a individuare con precisione l’origine del guasto o comunque a risolvere definitivamente il disservizio.
Nel frattempo le famiglie hanno cercato di andare avanti facendo affidamento sulle autobotti. Ma anche questa soluzione tampone, negli ultimi giorni, si starebbe trasformando in un’odissea. La ditta incaricata della fornitura d’acqua, infatti, probabilmente non riesce più a coprire il fabbisogno crescente delle utenze rimaste senz’acqua.
Il risultato è un clima di esasperazione sempre più forte. I cittadini denunciano di essere stati lasciati nel caos e nell’incertezza più totale, senza tempistiche certe, senza spiegazioni dettagliate e soprattutto senza sapere quando potranno tornare a una normalità che, nel 2026, dovrebbe essere garantita.
A rendere ancora più pesante la situazione è il fatto che le famiglie continuano a pagare regolarmente bollette e tasse molto elevate per un servizio che, in queste aree, da settimane di fatto non esiste.
Molti residenti lamentano anche una comunicazione insufficiente e frammentaria. Le informazioni circolano con difficoltà e spesso chi vive il disagio quotidiano non riesce a capire cosa stia realmente accadendo, quali siano i problemi tecnici riscontrati e perché, dopo oltre un mese e mezzo di interventi, non si riesca ancora a trovare una soluzione definitiva.
Sul fronte istituzionale, il Comune appare con margini di manovra limitati, visto che la gestione del servizio idrico è affidata a Iblea Acque. Ma per i cittadini questo rimpallo di responsabilità non basta più.
Quello che le famiglie chiedono oggi è semplice: chiarezza, tempi certi e soprattutto acqua. Perché vivere per settimane con i rubinetti a secco non può diventare la normalità in una città civile

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