Ragusa celebra il primo Graduation Day di Mediazione Linguistica: “L’università è un ponte verso il futuro”

Una cerimonia carica di emozione, simboli e speranze per il territorio. Nell’elegante cornice dell’Auditorium San Vincenzo Ferreri di Ragusa Ibla si è svolto il primo Graduation Day del Corso di Laurea Triennale in Mediazione linguistica e interculturale dell’Università di Catania – sede di Ragusa, un appuntamento che segna una tappa importante nella storia accademica del territorio ibleo.

L’evento, ospitato nella mattinata del 13 maggio, ha celebrato le neo-laureate e i neo-laureati del corso, protagonisti di una giornata che ha unito istituzioni, università e comunità locale attorno al valore della formazione e della conoscenza.

Una giornata simbolo per l’università a Ragusa

A consegnare le pergamene ai laureati sono stati il professor Fabrizio Impellizzeri, presidente della Struttura Didattica Speciale, la professoressa Valeria Di Clemente, presidente del Corso di Laurea in Mediazione linguistica e interculturale, la professoressa Sabina Fontana, presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Linguistiche, e il professor Santo Burgio, delegato del Rettore ai rapporti con il territorio ragusano.

Presenti anche il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, e il presidente del Consorzio Universitario Ibleo, Domenico Arezzo, a testimonianza del legame sempre più forte tra il polo universitario e il territorio.

L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni: applausi, emozione e orgoglio hanno accompagnato una cerimonia che rappresenta non soltanto il traguardo di un percorso accademico, ma anche un segnale concreto della crescita culturale e formativa della provincia ragusana.

“I mediatori linguistici costruiscono ponti”

Nel suo intervento inaugurale, il professor Fabrizio Impellizzeri ha posto l’attenzione sul ruolo strategico della mediazione linguistica e interculturale in un mondo attraversato da tensioni, cambiamenti e nuove fragilità sociali.

“Nell’era della globalizzazione, e in particolar modo in quest’inizio secolo così fragile e in balìa delle prepotenze politiche, si assiste sempre più ad una concreta e velocissima trasformazione del mondo che vede maggiormente impegnati in prima linea i mediatori linguistici e interculturali”, ha dichiarato.

Un messaggio forte, che richiama il valore della comunicazione e del dialogo in un contesto internazionale sempre più complesso. “I mediatori possono contribuire seriamente a creare ponti per un dialogo costruttivo nella mediazione sociale, interculturale ed economica”, ha aggiunto il presidente della Struttura Didattica Speciale.

L’università come “palestra di vita”

Particolarmente sentito anche il messaggio inviato dalla professoressa Stefania Rimini, direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche, letto durante la cerimonia.

“L’università è prima di tutto palestra di vita”, ha scritto la docente, invitando i neo-laureati a “continuare a credere nel valore della conoscenza e della mediazione”.

Parole che hanno sintetizzato il senso profondo della giornata: non soltanto una festa accademica, ma anche un invito rivolto alle nuove generazioni a investire nella cultura, nelle competenze e nella capacità di costruire relazioni tra persone e comunità differenti.

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