Da diciassette giorni in cammino verso Santiago di Compostela: la storia di Antonio Giannone

Antonio Giannone, giovane sciclitano di 26 anni che ha iniziato da due settimane il suo progetto Sicilia-Santiago, è al diciassettesimo giorno di un cammino lungo e difficile. Un cammino a piedi per raggiungere Santiago di Compostela con una previsione di arrivo nel mese di agosto quando attraversare la Francia e la Spagna sarà difficile dal punto di vista atmosferico con il gran caldo – come osserva lo stesso giovane – che caratterizza in estate questi Paesi. La diciassettesima giornata è coincisa con la sua presenza a Scalea, in Calabria, dopo una tappa di ventidue chilometri. Domani è la volta di Maratea dove giungerà dopo aver percorso fra i venti ed i venticinque chilometri. Rigorosamente a piedi aiutato da due bastoni da trekking con il peso di uno zaino portato in spalla. Uno zaino contenente le necessità del viaggio, circa 10 chilogrammi di peso. Ad ogni tappa trova amici che lo accolgono, che lo invitano attorno al desco fra cibo e racconti. “Sembra passata già una vita da quando ho messo piede fuori dal portone di casa mia per iniziare questo cammino – racconta il giovane – sono passate solo due settimane e il viaggio è ancora lungo, ma sono stati giorni così intensi che valeva la pena farne un resoconto”. Nel suo racconto, quando lo raggiungiamo al telefono, parla di Alberto da Fiumefreddo Siculo che è andato a Catania per incontrarlo in piazza trascorrendo una serata insieme e che poi ancora lo ha incontrato a Messina con altri amici.

Ad oggi Antonio Giannone ha già percorso 500 chilometri circa.

In questi giorni sta attraversando la Calabria fra strade statali, strade sterrate e tanto vento. Con un ruolino che in media non supera i venticinque chilometri. A casa ha lasciato i genitori ed i fratelli. A loro và il suo pensiero – non lo nega – ma guarda avanti in quel cammino che lo porterà alla meta che si è dato pensando due anni fa a questo progetto al quale ho lavorato in maniera concreta fin dal mese di settembre dello scorso anno pianificando percorsi e servizi.

Sul cammino sta trovando tante persone pronte ad ospitarlo.

“Oggi un gruppo di scout mi ha accolto in maniera festante e incuriosita – racconta ancora – vedere il grande entusiasmo attorno a questo mio cammino mi commuove. Chi mi incontra su strada si ferma, mi chiede se ho bisogno di qualcosa, c’è chi mi offre della frutta o del cibo che accetto con gioia e tante grazie: mi aiutano a mantenere vive le forze fisiche. C’è chi tramite i social mi invita a cena e chi si dice disposto ad ospitarmi per offrirmi un letto. Il percorso fino al Lazio sarà difficile, poi entrerò nel percorso della via Francigena che mi accompagnerà fino in Francia dopo aver attraversato la nostra penisola. Una strada percorsa da escursionisti, camminatori e pellegrini. Quindi incontrerò persone che hanno scelto di seguire il cuore verso mete che fanno sognare e che aiutano lo spirito”.

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