Don Alberto Ravagnani lascia il sacerdozio: l’addio alla tonaca per il prete-influencer che ha fatto discutere l’Italia

Don Alberto Ravagnani, sacerdote milanese noto per la sua forte presenza sui social network e per il linguaggio innovativo con cui si rivolgeva soprattutto ai giovani, ha deciso di lasciare il sacerdozio. La notizia è stata comunicata ufficialmente alla comunità attraverso una nota del vicario generale dell’Arcidiocesi di Milano, mons. Franco Agnesi, che ha reso noto come Ravagnani abbia sospeso il ministero presbiterale e non svolga più il ruolo di vicario parrocchiale e collaboratore della Pastorale Giovanile.

Classe 1993, originario di Brugherio (Monza e Brianza), Ravagnani era stato ordinato sacerdote nel 2018 e negli anni ha costruito una presenza digitale di grande impatto, con centinaia di migliaia di follower su Instagram, YouTube e TikTok. La sua attività online, incarnata dal soprannome di don Rava, univa contenuti di fede e riflessioni personali con uno stile diretto, spesso lontano dal linguaggio tradizionale del clero, e gli aveva valso una notevole visibilità anche fuori dalle comunità ecclesiali.

La parabola del prete “social”

Don Ravagnani si era distinto per il suo uso dei social come strumento di evangelizzazione: già durante la pandemia aveva iniziato a pubblicare video su YouTube per restare accanto ai giovani e alle persone in difficoltà, poi ampliando la sua presenza con reel e stories su Instagram e contenuti su TikTok.

La sua figura, pur molto seguita, non è stata esente da critiche. Negli scorsi mesi era infatti scoppiata una polemica interna alla Chiesa e tra i suoi follower a causa di un reel pubblicitario in cui promuoveva integratori alimentari, con slogan e immagini che alcuni ritenevano poco consoni alla figura sacerdotale. Anche la Curia di Milano aveva richiamato Ravagnani invitandolo a non ripetere tali contenuti, ritenuti inappropriati se non autorizzati formalmente.

Una decisione annunciata e un libro in arrivo

La comunicazione ufficiale della scelta di lasciare il sacerdozio, oltre a segnare la fine dell’impegno pastorale formale di Ravagnani, è arrivata proprio mentre il sacerdote stava promuovendo il suo nuovo libro, dal titolo La Scelta, in uscita il 10 febbraio 2026. Il titolo ha assunto così un significato simbolico rispetto alla decisione personale del giovane sacerdote.

Nel video pubblicato sui social, Ravagnani ha ripercorso il proprio percorso vocazionale – dall’ingresso in seminario alla scelta di parlare di fede attraverso linguaggi contemporanei – senza però dare spiegazioni dirette sul motivo dell’addio alla vita sacerdotale.

La reazione della Chiesa e dei fedeli

Nella nota dell’Arcidiocesi, mons. Agnesi ha invitato la comunità parrocchiale e diocesana a vivere questa fase come occasione di preghiera e di affidamento al Signore, ribadendo l’importanza di continuare ad accompagnare i percorsi spirituali, educativi e liturgici condivisi negli anni insieme a Ravagnani. In particolare, è stato sottolineato che la parrocchia di San Gottardo al Corso, a Milano, continuerà a proporre iniziative come l’adorazione eucaristica settimanale, che per molti giovani rappresentava un momento importante di fede e fraternità.

Un dibattito aperto sulla vocazione e i social

La vicenda di don Alberto Ravagnani ha riacceso in Italia il dibattito sul ruolo dei sacerdoti nell’era digitale e sulla linea di confine tra testimonianza religiosa e visibilità mediatica. Da una parte, ci sono quanti hanno apprezzato il linguaggio fresco e accessibile con cui si rivolgeva anche a chi normalmente non frequenta le parrocchie; dall’altra, non sono mancati i dubbi sulla coerenza tra alcuni contenuti e l’identità stessa del ministero presbiterale.

Con la sua scelta, Ravagnani conclude un capitolo che – tra enorme seguito e critiche vivaci – aveva posto all’attenzione pubblica questioni profonde sulla vocazione, sull’uso dei social nel contesto religioso e sul rapporto tra fede e comunicazione.

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