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Ragusa presenta il Masterplan per la rigenerazione urbana e la rivitalizzazione sociale del centro storico. Ecco come cambiare
29 Gen 2026 20:44
Il centro storico di Ragusa non è un insieme di edifici da restaurare, ma un organismo vivente che può tornare a funzionare solo se rimesso nelle condizioni di essere abitato, attraversato, vissuto ogni giorno. È questa una delle affermazioni di fondo che attraversano il Masterplan e le Linee guida per la rigenerazione urbana e la rivitalizzazione sociale del centro storico, presentati nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio 2026 al Centro Culturale Mimì Arezzo, nel corso di un’assemblea pubblica promossa dal Comune di Ragusa in collaborazione con l’Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici (ANCSA).
Il documento, frutto di un articolato percorso di studio, analisi e ascolto, parte da un dato tanto semplice quanto decisivo: il progressivo spopolamento del centro storico non è solo una questione edilizia, ma una crisi sociale, funzionale e relazionale, che rischia di svuotare di senso uno dei patrimoni urbani più importanti della Sicilia.
Un centro storico unitario, non una somma di parti
Il Masterplan assume come principio fondante la lettura del centro storico di Ragusa come un sistema unitario, comprendente Ragusa Ibla, Ragusa Superiore e il quartiere Cappuccini, in coerenza con la normativa regionale e con il Piano di Gestione UNESCO.
Non si tratta di una scelta solo tecnica, ma culturale e politica: superare la storica contrapposizione tra le due anime della città e riconoscere che le fragilità e le potenzialità di ciascuna parte sono strettamente interconnesse.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco Giuseppe Cassì, che ha collocato il Masterplan all’interno di una visione di lungo periodo:
«Questo lavoro ci chiede di cambiare sguardo: il centro storico non va “aggiustato”, va rimesso in condizione di funzionare. E questo può avvenire solo se torniamo a pensarci come comunità che abita questi luoghi, non come semplici gestori di un patrimonio».
Il metodo ANCSA: ascoltare prima di progettare
Uno degli elementi qualificanti del Masterplan è il metodo di lavoro, che ha preceduto e accompagnato l’elaborazione delle linee guida. Il gruppo di lavoro ANCSA – composto dal prof. Stefano Storchi, dalla prof.ssa Marika Fior, dalla prof.ssa Letizia Carrera e dalla prof.ssa Bruna Di Palma – ha condotto una fase di ascolto strutturata, coinvolgendo residenti, associazioni, studenti universitari, scuole, commercianti e cittadini.
Da questa fase emerge un’immagine chiara: il centro storico è oggi vissuto più come spazio di passaggio che come luogo dell’abitare, con un forte squilibrio tra usi turistici e vita quotidiana, una carenza di servizi di prossimità e una progressiva rarefazione delle relazioni sociali.
Il Masterplan ribadisce che non esiste rigenerazione urbana senza rigenerazione sociale, e che ogni intervento fisico deve essere accompagnato da politiche capaci di incidere sulla qualità della vita.
Fragilità strutturali e sicurezza come precondizione dell’abitare
Ampio spazio è dedicato nel Report al tema della sicurezza, in particolare alla vulnerabilità sismica del centro storico. Ragusa viene descritta come una città di straordinario valore, ma intrinsecamente fragile, dove la riduzione del rischio non può essere affidata a interventi episodici.
Il documento introduce con forza il concetto di intervento alla scala dell’isolato, superando la logica del singolo edificio, e collega la sicurezza strutturale alla Condizione Limite per l’Emergenza (CLE).
La sicurezza, tuttavia, non è affrontata in chiave emergenziale, ma come condizione necessaria per il ripopolamento: senza sicurezza percepita e reale, nessun progetto di ritorno all’abitare può reggere nel tempo.
Tre visioni per ridisegnare il futuro del centro storico
Il Masterplan articola la propria strategia attorno a tre grandi visioni, che diventano assi di intervento.
Ragusa, città da vivere
Il centro storico deve tornare a essere comodo, accessibile, quotidiano. Spazi pubblici curati, servizi di prossimità, scuole, funzioni compatibili con la residenza diventano infrastrutture sociali essenziali, non elementi accessori.
Ragusa, città di relazioni
Uno dei temi centrali è la ricucitura urbana e sociale. Quartieri centrali, come Ecce Homo, vengono individuati come luoghi emblematici, dove sperimentare processi di rigenerazione capaci di unire spazio fisico e inclusione sociale.
Ragusa, città sicura
Riduzione del rischio, pianificazione, prevenzione: la sicurezza entra stabilmente nella visione di città, diventando fattore di attrattività e qualità dell’abitare.
Ripopolare il centro storico: non solo numeri, ma comunità
Il tema del ripopolamento attraversa l’intero documento. Il Masterplan è esplicito nel chiarire che non si tratta di “riportare gente”, ma di creare le condizioni perché restare o tornare ad abitare sia una scelta possibile e desiderabile.
Questo implica politiche integrate:
- abitative
- sociali
- educative
- culturali
- economiche
Come ha sottolineato l’assessore al Centro Storico Giovanni Gurrieri:
«Il centro storico non può essere una cartolina o un parco tematico. Deve tornare a essere un luogo in cui si vive ogni giorno. Questo Masterplan ci indica una direzione, ma ci chiede anche responsabilità e continuità».
Cittadini stranieri: una presenza strutturale, non marginale
Tra gli aspetti più significativi – e spesso rimossi nel dibattito pubblico – il Masterplan riconosce la presenza dei cittadini stranieri come componente reale e strutturale del centro storico contemporaneo.
In alcune aree di Ragusa Superiore e nei quartieri più fragili, questa presenza ha contribuito a mantenere viva la funzione residenziale, pur in condizioni di difficoltà abitativa e sociale. Il Report evita qualsiasi lettura emergenziale e propone invece un cambio di paradigma: il futuro del centro storico non può essere pensato come un ritorno a una popolazione omogenea, ma come la costruzione di una città storica plurale, inclusiva e interculturale.
I cittadini stranieri vengono riconosciuti come:
- abitanti a pieno titolo
- potenziali protagonisti dei processi di rigenerazione
- risorsa sociale e culturale
Una rigenerazione che li escludesse sarebbe, secondo il Masterplan, incompleta e fragile.
Il ruolo del Comune e della comunità
Il documento affida al Comune un ruolo di regia, non limitato alla pianificazione urbanistica, ma esteso alla costruzione di politiche integrate e coerenti nel tempo. Il Masterplan è pensato come bussola strategica, capace di orientare il nuovo Piano Particolareggiato e le future scelte amministrative.
Ma altrettanto centrale è il ruolo della comunità: la rigenerazione viene descritta come processo condiviso, fondato su partecipazione, cura e corresponsabilità.
Un punto di partenza, non un punto di arrivo
La presentazione del Masterplan non chiude un percorso, ma ne apre uno nuovo. Un percorso fatto di scelte graduali, interventi incrementali, sperimentazioni e ascolto continuo.
Come ha concluso il sindaco Cassì:
«Abbiamo scelto di dotarci di una visione di lungo periodo. Ora la sfida è trasformarla in azioni concrete, senza scorciatoie, sapendo che il centro storico è una responsabilità collettiva».
Il futuro del centro storico di Ragusa, così come emerge dal Masterplan, non è una promessa astratta, ma un lavoro paziente di ricostruzione della vita urbana, in cui spazio, persone e relazioni tornano finalmente a coincidere.

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