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Ponte sullo Stretto: ambientalisti denunciano il “blindatutto” del Governo
25 Gen 2026 11:13
Le principali associazioni ambientaliste segnalano una bozza di decreto che punta a limitare i poteri della Corte dei Conti e paventano un clamoroso conflitto d’interessi nella gestione commissariale.
Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu e WWF escono allo scoperto con un duro attacco frontale verso l’ultima mossa dell’esecutivo sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Al centro della polemica c’è una bozza di decreto-legge che, secondo le associazioni, non si limiterebbe a istituire una figura commissariale, ma punterebbe a “disinnescare” il controllo di legittimità della Corte dei Conti, già protagonista di una recente bocciatura del progetto.
La manovra per arginare la Corte dei Conti
Il punto più critico sollevato dalle sigle ambientaliste riguarda la restrizione del perimetro d’azione della magistratura contabile. Se il testo dovesse passare nella forma attuale, la Corte dei Conti potrebbe esprimersi esclusivamente sulla delibera CIPESS (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) in quanto tale.
Verrebbe così impedita qualsiasi verifica sugli atti presupposti: analisi economiche, finanziarie e ambientali che rappresentano il cuore del progetto. Si tratta proprio di quei documenti che la Corte aveva precedentemente giudicato illegittimi per violazione delle norme europee. “In sostanza — denunciano le associazioni — la delibera dovrebbe essere valutata a prescindere dalle analisi e dai pareri che l’hanno determinata”.
L’ombra del conflitto d’interessi
Oltre al “commissariamento” della Corte, a destare allarme è l’ipotesi che il ruolo di Commissario speciale possa essere affidato all’Amministratore Delegato della società proponente l’opera.
“Il conflitto d’interesse sarebbe clamoroso,” dichiarano Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF, “specialmente perché tale figura dovrebbe coordinare l’aggiornamento del piano economico-finanziario e le analisi sulla sicurezza pubblica, sottraendole contemporaneamente al controllo di legittimità.”
Secondo le organizzazioni, queste attività di coordinamento sono ordinarie e potrebbero essere gestite tranquillamente dagli uffici della Presidenza del Consiglio. L’istituzione di un Commissario ad hoc appare dunque come un pretesto per aggirare gli ostacoli giuridici e tecnici emersi finora.
Un trend preoccupante
La denuncia si inserisce in un quadro normativo più ampio. Le associazioni ricordano che questo decreto confermerebbe una tendenza già vista con la Legge n. 1/2026, che ha modificato le funzioni della Corte dei Conti in materia di responsabilità amministrativa e danno erariale.
L’appello: “Manutenzione, non mega-opere”
Mentre il territorio continua a mostrare fragilità estreme che richiederebbero urgenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, il Governo sembra intenzionato a forzare la mano su un’infrastruttura dalla “mai dimostrata utilità strategica”.
L’appello finale di Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF è un richiamo al buon senso: la soppressione o la modifica radicale della bozza di decreto per evitare che il Ponte diventi una zona franca, priva di reali controlli contabili e ambientali.
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