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Da Comiso a Caracas: la liberazione di Biagio Pilieri, il giornalista italo-venezuelano di origini comisane che ha sfidato la prigione politica
10 Gen 2026 20:59
Da Comiso a Caracas, un filo invisibile lega le strade della nostra città a quelle del Venezuela. Biagio Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano con radici comisane, è finalmente libero dopo oltre un anno e mezzo di prigionia. La notizia, arrivata nella notte dell’8 gennaio, ha acceso un’ondata di emozione tra chi conosce la storia della sua famiglia e la lunga epopea dell’emigrazione siciliana.
Le radici comisane di Biagio
Biagio non è nato a Comiso, ma a Chivacoa, nello Stato di Yaracuy, Venezuela. Eppure la sua storia è profondamente legata alla nostra terra. Suo padre, Vincenzo Pilieri, era il più grande dei fratelli Pilieri e nel 1951 lasciò la Sicilia per cercare fortuna in Sud America, portando con sé i valori della nostra terra: coraggio, determinazione e un forte senso della comunità. Da allora, Comiso e la provincia di Ragusa hanno sempre seguito da lontano le vicende della famiglia Pilieri, orgoglio di una diaspora che non ha mai dimenticato le proprie radici.
Il periodo di detenzione
Biagio Pilieri è stato arrestato nel 2024, accusato di “terrorismo e tradimento” durante un periodo di forti tensioni politiche in Venezuela. La comunità venezuelana ma anche quella comisana hanno seguito con apprensione ogni aggiornamento: telefonate, messaggi, e soprattutto preghiere perché tornasse libero. Per oltre 16 mesi, Pilieri è rimasto nelle carceri venezuelane di El Helicoide, un luogo tristemente noto per la detenzione dei prigionieri politici.
La liberazione e il significato per la comunità
La notizia della sua scarcerazione ha rallegrato familiari comisani che sentono Biagio un po’ come “uno di casa”. Non solo perché i Pilieri sono originari della nostra terra, ma perché la vicenda di Biagio rappresenta la lotta per la libertà e la dignità di tutti coloro che, lontano dalla Sicilia, portano con sé i valori della nostra comunità.
Dopo essere stato liberato dall’El Helicoide di Caracas, sono apparsi sui social video e messaggi che ritraggono Pilieri mentre riabbraccia i suoi familiari — un momento pieno di emozione e sollievo dopo oltre 16 mesi di detenzione per accuse che amici e sostenitori definivano ingiuste. In quei video, pur non essendoci dichiarazioni lunghe, si percepisce la sua gratitudine nel ritrovare i figli e l’affetto di chi lo attendeva fuori dal carcere.
I figli di Pilieri, Jesús e Vicente, hanno scritto che «dopo tanto tempo finalmente possiamo ripetere che nostro padre è libero», esprimendo profonda gioia e gratitudine verso chi li ha sostenuti in questo difficile periodo. Hanno ringraziato per i messaggi, le preghiere e il sostegno ricevuto, sottolineando che la battaglia per la libertà di tutti i prigionieri politici venezuelani prosegue.
Pilieri ha espresso gratitudine, sollievo e un forte desiderio che la sua liberazione sia un passo verso maggiore libertà per tutti coloro che sono ancora detenuti senza processo in Venezuela.
Il partito Convergencia, di cui Pilieri è coordinatore, ha pubblicato un post su Instagram in cui si legge che “il suo unico reato è credere in un Venezuela libero, giusto e democratico” e che la sua detenzione è stata una persecuzione politica. Il partito ha espresso gratitudine per il sostegno ricevuto e ha ribadito l’impegno per la libertà di tutti i prigionieri politici.
Anche la famiglia Pilieri, in un comunicato diffuso dalle testate venezuelane, ha ringraziato “tutti coloro che hanno manifestato il loro affetto, le preghiere, i messaggi e la forza” e ha chiesto che questa felicità si estenda presto a “tutte le famiglie venezuelane che soffrono l’ingiustizia della detenzione politica”.
Altre liberazioni di italiani in Venezuela
Accanto a Biagio, nelle ultime ore sono stati liberati anche altri connazionali, tra cui Luigi Gasperin, imprenditore italiano. Restano però ancora detenuti connazionali come Alberto Trentini, e la comunità segue con attenzione ogni sviluppo.
La vicenda di Pilieri ci ricorda quanto siano forti i legami tra chi è rimasto e chi è partito: un legame che attraversa oceani, governi e decenni, ma che mai si spezza del tutto.

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