La stagione influenzale 2025-26 sta mettendo a dura prova il sistema sanitario, con un’impennata di casi di sindromi respiratorie che ha travolto gli ospedali, in particolare in Sicilia dove l’incidenza è tra le più alte del Paese. Secondo i dati di sorveglianza nazionale, nelle ultime settimane si è registrato un boom di casi influenzali, con […]
Consorzio Universitario con cda tutto al maschile: interrogazione dell’on. Campo dopo la nomina dell’ex collega di partito
04 Gen 2026 16:13
La recente nomina del nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio Universitario di Ragusa ha acceso un acceso dibattito politico e istituzionale. A sollevare il caso è stata la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, insieme alla rappresentante cittadina Najla Hassen, che ha presentato un’interrogazione all’Assemblea regionale siciliana denunciando una presunta violazione della normativa sulla parità di genere.
Il nuovo CdA, composto da tre membri – uno nominato dalla Regione Siciliana, uno dal Rettore dell’Università di Catania e uno dall’Assemblea dei soci – risulta infatti interamente maschile. Una composizione che, secondo le esponenti pentastellate, contrasta con le disposizioni vigenti in materia di equilibrio di genere negli organi di amministrazione degli enti sottoposti a vigilanza regionale.
La contestazione normativa: “Almeno una donna doveva essere nominata”
«Nessun genere può essere rappresentato oltre i due terzi – affermano Campo e Hassen –. Tradotto: nel CdA del Consorzio Universitario, che è composto da tre persone, almeno una dovrebbe essere donna». Un principio che, sottolineano, è ribadito anche da una circolare della Presidenza della Regione, la quale richiama esplicitamente la necessità di un raccordo tra gli enti designanti proprio per garantire, nel risultato finale, il rispetto della parità di genere.
Nel mirino delle critiche finisce in particolare l’ultima nomina, quella effettuata dall’Assemblea dei soci, che vede protagonisti Regione, ALUI e il Comune di Ragusa, guidato dal sindaco Peppe Cassì. La scelta è ricaduta sul docente universitario Filippo Spadola, figura sulla quale – precisano Campo e Hassen – «non abbiamo nulla da obiettare in termini di competenze e profilo».
Il piano politico e istituzionale: “Segnale diseducativo”
Secondo la deputata regionale e la rappresentante cittadina, il problema va però oltre l’aspetto giuridico. «Il Consorzio Universitario non è un ente qualsiasi – spiegano – ma un presidio di sviluppo culturale e sociale, un’istituzione di alta formazione per le nuove generazioni. Dal punto di vista politico e simbolico, un CdA tutto al maschile lancia un segnale fortemente diseducativo».
Da qui la decisione di presentare un’interrogazione all’Ars per chiedere quali controlli siano stati effettuati, chi abbia curato il raccordo tra gli enti designanti e quali iniziative si intendano assumere per ripristinare la regolarità delle nomine.
Le domande che restano aperte
Accanto alla denuncia formale, però, emergono interrogativi di natura politica che stanno alimentando il dibattito cittadino. Il primo riguarda il tempismo dell’intervento. Perché sollevare ora la questione della parità di genere, quando anche il CdA uscente del Consorzio Universitario presentava una composizione analoga, senza che allora fossero state avanzate contestazioni pubbliche o iniziative parlamentari?
Una domanda legittima, che porta inevitabilmente a interrogarsi sulle motivazioni profonde dell’attuale presa di posizione.
Una frattura politica interna?
C’è poi un secondo elemento che rende la vicenda particolarmente delicata sul piano politico. Il neo consigliere di amministrazione Filippo Spadola, nominato dal Comune di Ragusa, è infatti un ex consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, lo stesso partito di cui fa parte l’on. Stefania Campo.
Un dettaglio che non è passato inosservato e che ha alimentato la sensazione che la polemica possa avere anche i contorni di una resa dei conti interna, o quantomeno di una ripicca politica tra ex compagni di partito. Un’ipotesi che, sebbene non dichiarata apertamente, aleggia nel dibattito pubblico e contribuisce a rendere la vicenda ancora più controversa.
Tra principio e opportunità politica
Resta sul tavolo una questione di fondo: la parità di genere negli organi di governo degli enti pubblici è un principio sacrosanto e normativamente tutelato.
Il caso del Consorzio Universitario di Ragusa, dunque, non è soltanto una disputa sulle nomine, ma diventa lo specchio di dinamiche politiche più ampie, dove diritto, opportunità istituzionale e rapporti interni ai partiti finiscono per intrecciarsi. E dove, ancora una volta, un ente strategico per il futuro formativo del territorio si ritrova al centro di uno scontro che va ben oltre il merito accademico.
© Riproduzione riservata