Dal 22 al 29 aprile gli ospedali della provincia di Ragusa saranno protagonisti dell’(H) Open Week dedicata alla salute della donna, iniziativa promossa da Fondazione Onda ETS in occasione dell’11ª Giornata nazionale della salute femminile. Aderiscono al programma gli ospedali “Giovanni Paolo II” di Ragusa, “Maggiore-Baglieri” di Modica e “Riccardo Guzzardi” di Vittoria, tutti insigniti […]
COME SI FA A COSTRUIRE UN MONDO A MISURA DI BAMBINO? REGALIAMO LORO UN SORRISO
28 Gen 2013 21:24
Costruire un mondo a misura di bambino vuol dire partire dalle realtà locali e dalle città.
I governi e le autorità locali possono assicurare, attraverso una collaborazione più stretta con ogni settore della cittadinanza, che i bambini siano posti al centro di ogni programma di sviluppo della comunità.
Sarebbe opportuno sostenere lo sviluppo dell’infanzia garantendo un sistema di servizi e un’adeguata assistenza ai genitori, alle famiglie e a tutti coloro che hanno responsabilità nella formazione dei cittadini di domani, così che possano provvedere al meglio allo sviluppo fisico, psicologico, sociale, spirituale e cognitivo del bambino.
Occorrerebbe potenziare e migliorare i sistemi sanitari e educativi locali.
Estendere inoltre la rete di protezione sociale in modo da ampliare l’accesso a servizi integrati e efficaci di salute, nutrizione e assistenza all’infanzia per le famiglie e le comunità locali, tramite i servizi scolastici e sanitari di base e soprattutto dedicare un’attenzione particolare alle bambine e ai bambini in situazioni di disagio e di emarginazione.
I bambini vanno ascoltati e va sviluppata la loro partecipazione, perché i bambini e gli adolescenti sono una risorsa. Sono cittadini in grado di contribuire alla costruzione di un presente e di un futuro migliore per tutti. Noi dobbiamo rispettare, a seconda della loro età, il loro diritto di espressione e di partecipazione su tutte le questioni che li riguardano.
Per questo motivo i politici dovrebbero impegnarsi a sviluppare e attuare programmi volti a promuovere una partecipazione significativa dei bambini e degli adolescenti ai processi decisionali in tutte le questioni che li riguardano, incluse quelle relative all’ambito familiare e scolastico.
Una misura di protezione dell’ambiente deve essere obbligatoriamente prevista per il benessere dei bambini, perché dobbiamo salvaguardare il nostro ambiente naturale. Esso è biodiversità, ricchezza di forme di vita, bellezza e fonte di risorse che migliorano la qualità della vita e assicurano il benessere delle generazioni presenti e di quelle future.
Noi siamo in dovere di salvaguardare l’ambiente tenendo conto dei processi partecipativi e di quelli sostenibili, valorizzando le energie e le capacità di partecipazione dei ragazzi.
Noi dovremmo favorire la coesione familiare promovendo la giustizia sociale e il senso d’appartenenza alla comunità, oltre alla sicurezza e alla solidarietà tra gli individui, fattori essenziali per il benessere dei bambini.
Noi dovremmo adoperarci per offrire ai bambini una vita più sicura, sviluppando misure di prevenzione adeguate e favorendone il rispetto.
Noi dovremmo promuovere la salute fisica, mentale e emotiva dei bambini e degli adolescenti offrendo loro servizi e opportunità per giocare, praticare lo sport e svolgere attività ricreative artistiche e culturali.
Nessuno ha il diritto di escludere un bambino perché la discriminazione genera un’angosciosa spirale di emarginazione economica, sociale e culturale che si autoalimenta e che mina la capacità del bambino di svilupparsi appieno.
Ogni tipo di discriminazione va repressa e combattuta soprattutto contro i bambini, sia essa legata alla razza, al colore della pelle, al sesso, alla lingua, alla religione, alle opinioni politiche, alla nazionalità, alla provenienza etnica o sociale, alla proprietà, a una condizione di disabilità, alla nascita o a altri status.
Un’attenzione speciale va soprattutto rivolta ai bambini particolarmente vulnerabili e svantaggiati, per assicurare loro eguali opportunità di sviluppo.
Tutte le strutture scolastiche e le comunità locali vanno sostenute al fine di monitorare e combattere il fenomeno dell’abbandono scolastico promovendo programmi innovativi.
In questa lotta all’esclusione si dovrebbero coinvolgere tanto le famiglie, le comunità locali e le ONG, quanto il Governo centrale, perché adotti e attui politiche di prevenzione, difesa e recupero dei bambini che vivono in situazioni di svantaggio sociale o in situazioni a rischio.
Forse sono degli obiettivi utopici per il mio umile sentire ma sarebbe opportuno crederci per concedere non la felicità a volte agognata e irraggiungibile ma un briciolo di serenità a tutti questi bambini il cui unico sogno è sorridere.
© Riproduzione riservata