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Comune: “Casa Castillet non è inagibile”. Sgombero solo “virtuale” per gli studenti universitari, mercoledì arriva Ersu
28 Nov 2025 12:28
Sgombero solo virtuale per i 7 studenti universitari che risiedono nella casa studenti a Ragusa Ibla. L’Erus ha mandato delle comunicazioni ma nei fatti gli studenti non sono mai usciti anche perché non ci sono condizioni strutturali gravi. Ieri il sopralluogo nella residenza universitaria “Casa Castillett” di Ragusa Ibla da parte dell’assessore al Centro Storico,, Giovanni Gurrieri, dei tecnici dell’Ufficio Centro Storico e del rappresentante degli studenti Andrea Licitra. L’ispezione arriva all’indomani della contestata PEC inviata agli studenti, nella quale veniva richiesto lo sgombero immediato della struttura per presunte condizioni di “inagibilità e invivibilità”.
Dal sopralluogo, però, non sono emerse condizioni di inagibilità. La struttura necessita sì di interventi di manutenzione ordinaria, già avviati dal Comune, ma non tali da giustificare un allontanamento improvviso degli studenti.
“Il vero problema è una manutenzione ordinaria non del tutto effettuata ma facilmente superabile grazie all’intervento del Comune”, ha dichiarato Licitra. “È un peccato registrare il sotto utilizzo della struttura, considerati i posti letto non sfruttati. Ricordiamo che sono 18 i posti disponibili, di cui soltanto 7 risultano effettivamente utilizzati”.
La vicenda ha infatti riacceso l’attenzione sulle criticità della residenza, già denunciate dalle associazioni studentesche, che contestano la mancata programmazione degli interventi e il rischio di lasciare senza alloggio gli studenti attualmente ospitati.
Licitra ha richiesto inoltre l’attivazione di un tavolo tecnico permanente tra rappresentanti degli studenti, vertici ERSU e Amministrazione Comunale, al fine di garantire un dialogo costante e soluzioni immediate. Tra le priorità segnalate figura anche la riattivazione del servizio mensa, ritenuta una necessità urgente.
L’assessore Gurrieri ha fatto sapere di aver già avviato un confronto con il direttore e il vicepresidente dell’Ersu per accelerare gli interventi necessari. “Continuiamo a lavorare per garantire servizi adeguati agli studenti e far crescere la comunità studentesca a Ragusa”, ha dichiarato al termine dell’incontro. Ci sarà un nuovo sopralluogo congiunto mercoledì prossimo intanto i Centri Storici hanno inviato ad Ersu una relazione tecnica in cui illustrano le condizioni dell’immobile, condizioni che non fanno scattare l’inagibilità.
Casa Castillet, residenza universitaria di Ragusa Ibla, nata per ospitare 18 studenti, dotata di 4 camere singole (una delle quali per persone con disabilità) e 7 camere doppie, in questi giorni è tornata al centro delle cronache locali a causa dello stato di degrado dell’immobile.
Ieri, ultima in ordine di tempo, a lanciare l’allarme era stata una nota di Azione Universitaria Catania. L’associazione ha denunciato che agli studenti e alle studentesse della residenza universitaria Casa Castillett, è stata notificata via PEC — senza preavviso significativo — la richiesta di lasciare l’alloggio entro le 10 di oggi, 28 novembre, a causa di presunta «inagibilità e invivibilità».
Secondo la denuncia, la residenza versa in condizioni pietose: stanze con pareti ammuffite, servizi non funzionanti, spazi comuni e strutture di supporto — come cucina e lavanderia — fuori uso. Molti ambienti sarebbero stati già dichiarati non utilizzabili da tempo: ma l’avviso di sfratto è arrivato solo ora, «di punto in bianco».
La drammatica conseguenza, secondo gli studenti, è che decine di ragazze e ragazzi si ritroveranno da oggi senza un tetto: «senza una casa, senza certezze, a ridosso dell’esame e della sessione invernale», denunciano le sigle studentesche.
Il provvedimento ha generato immediata polemica sulle responsabilità:
- Da una parte l’ERSU, ente titolare della gestione degli alloggi.
- Dall’altra il Consorzio Universitario di Ragusa, che figura come proprietario dell’immobile, secondo fonti locali.
- Il sindaco della città, Peppe Cassì, è intervenuto definendo la chiusura “abnorme e non giustificata da una relazione tecnica”, e ha chiesto un sopralluogo congiunto per verificare lo stato dell’immobile, sostenendo che almeno la parte attualmente abitata sia agibile.
Adesso l’esito del sopralluogo calma un po’ gli animi, ma la necessità di un intervento immediato e concreto resta.

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