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Pedopornografia online: anche Ragusa coinvolta in maxi-operazione della Polizia Postale. Arresti e denunce tra Sicilia e Calabria
04 Ott 2025 10:21
Tre persone arrestate in flagranza di reato e due denunciate: è questo il bilancio di una vasta operazione condotta dalla Polizia Postale, coordinata dalla Procura distrettuale di Catania, che ha toccato anche la provincia di Ragusa. L’inchiesta è mirata a contrastare la detenzione e la condivisione di materiale pedopornografico, con particolare attenzione alla tutela dei minorenni e delle fasce deboli.
Durante le perquisizioni, effettuate tra Sicilia e Calabria, gli investigatori hanno sequestrato decine di migliaia di file illegali custoditi all’interno di dispositivi informatici di vario genere.
Le indagini
L’attività è stata avviata dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della Polizia Postale, in collaborazione con l’organizzazione no profit Child Rescue Coalition. Grazie a sofisticati tool investigativi, è stato possibile geolocalizzare in Sicilia alcuni utenti che condividevano immagini e video di pornografia minorile.
Gli approfondimenti della Sezione di Catania del Centro operativo per la sicurezza cibernetica hanno portato la Procura a emettere decreti di perquisizione personale e informatica nei confronti di cinque indagati.
Arresti e denunce
In tre casi, il ritrovamento immediato di un ingente quantitativo di file pedopornografici ha fatto scattare l’arresto in flagranza. I GIP dei Tribunali di Siracusa, Ragusa e Caltanissetta hanno convalidato i provvedimenti, disponendo i domiciliari per i tre indagati.
Gli altri due sono stati denunciati a piede libero, ma restano sotto indagine.
I profili degli indagati
Gli indagati sono tutti uomini, di età compresa tra i 30 e i 70 anni, e appartengono a diverse estrazioni sociali: impiegati, liberi professionisti, studenti e pensionati. Alcuni di loro hanno figli minorenni. Risiedono nelle province di Siracusa, Ragusa, Messina, Caltanissetta e Reggio Calabria.
Va ricordato che i cinque restano innocenti fino a sentenza definitiva.
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