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Orrore nelle case di riposo di Pachino: disabili legati ai letti, botte e farmaci somministrati abusivamente. Arresti e tre strutture sequestrate
04 Ago 2025 16:47
Costretti a vivere in condizioni indegne, legati ai letti per ore, insultati, picchiati e sottoposti a terapie farmacologiche da personale non qualificato. È l’agghiacciante scenario emerso dalle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Noto e del NAS di Ragusa, che hanno portato all’arresto di 16 persone tra titolari e dipendenti di due strutture socio-sanitarie di Pachino (Siracusa), con il sequestro preventivo di tre comunità.
L’attività investigativa è scaturita dalle segnalazioni di alcuni cittadini, allarmati dalle condizioni in cui versavano i disabili in una delle strutture. Le indagini, coordinate dalla Procura di Siracusa, supportate da intercettazioni ambientali e telefoniche, hanno permesso di ricostruire un quadro scioccante di abusi sistematici e disumanità in entrambe le case di accoglienza, riconducibili alla stessa compagine societaria.
Gli operatori – con il consenso e in alcuni casi sotto la direzione dei responsabili – sottoponevano gli ospiti a condotte vessatorie, umilianti e violente: schiaffi, pugni, spintoni, urla, minacce e insulti gratuiti, pazienti psichiatrici tenuti legati ai letti per ore, anche quando non sussistevano motivi terapeutici, somministrazione di farmaci – anche invasivi – da parte di personale privo di qualifica sanitaria
Uno dei casi più gravi riguarda una giovane con disturbi psichici costretta a restare immobilizzata, incapace di alimentarsi o di espletare i bisogni primari, ridotta a supplicare per ricevere assistenza.
Il fine, secondo gli inquirenti, era chiaro: massimizzare i profitti a scapito della dignità, della salute e della sicurezza degli ospiti. Le strutture – una casa di riposo, una comunità alloggio e una terza legata alla stessa cooperativa – erano gestite in condizioni igienico-sanitarie, strutturali e organizzative disastrose.
Al termine delle indagini, 5 persone sono finite in carcere, 7 ai domiciliari e 4 sottoposte all’obbligo di firma. Le tre strutture sono state sequestrate e i pazienti trasferiti in strutture idonee, in grado di garantire cure e tutela.
Un’inchiesta che squarcia il velo su un sistema di violenze normalizzate, in cui gli ospiti, per lo più disabili psichici e anziani fragili, erano completamente in balia di chi avrebbe dovuto prendersene cura.
Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità.
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