RAGUSA – I sindacati dei medici dell’Asp di Ragusa hanno proclamato unitariamente lo stato di agitazione, annunciando la possibilità di arrivare anche allo sciopero. Alla base della protesta, secondo quanto comunicato dalla Federazione dei medici territoriali (Fmt), ci sarebbero “gravi criticità nell’assistenza primaria e territoriale della provincia” e il mancato raggiungimento di un’intesa dopo gli […]
Via D’Amelio, 33 anni dopo. Schifani: «La verità non può più attendere»
19 Lug 2025 11:19
Trentatré anni dopo, il silenzio assordante di via D’Amelio continua a gridare giustizia. Era il 19 luglio 1992 quando un’autobomba spezzò la vita del giudice Paolo Borsellino e di cinque agenti della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Oggi, la Sicilia si ferma per ricordare quegli eroi civili e per rilanciare un messaggio che non può essere archiviato: la verità su quella strage è ancora incompiuta.
«Il loro sacrificio ci impone di non fermarci. La verità non può più essere rinviata. È un dovere morale e istituzionale», ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel corso della cerimonia di commemorazione svoltasi stamattina alla Caserma Lungaro di Palermo. Al suo fianco, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia Vittorio Pisani, con i quali ha deposto una corona d’alloro in memoria delle vittime.
«Memoria, verità e coraggio»
Schifani ha ribadito l’impegno della Regione nel sostenere ogni iniziativa che porti a fare piena luce sulla strage. «Per rispetto delle vittime e per dare giustizia a un’intera comunità che chiede chiarezza, memoria e coraggio», ha detto. Un impegno che si intreccia con il sentimento diffuso tra i cittadini: la consapevolezza che, senza verità, la lotta alla mafia resta monca.
Una ferita ancora aperta
Mentre la magistratura continua a scavare tra depistaggi e omissioni, il ricordo di Paolo Borsellino e dei suoi angeli custodi diventa ogni anno più urgente. Non solo per onorare i caduti, ma per trasformare la memoria in azione, e l’omaggio in responsabilità civile. In Sicilia e in tutta Italia.
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