La pagoda della pace potrebbe essere espropriata. Le proposte per far sopravvivere il tempio buddista

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La Pagoda della Pace di Comiso potrebbe essere espropriata e passare nella disponibilità del comune.

I due consiglieri comunali del Pd, Luigi Bellassai e Gaetano Scollo propongono al comune di acquisire al patrimonio comunale la stradella di accesso che è stata realizzata di recente e l’area su cui sorge la pagoda, il tempio buddista e l’alloggio in cui vive il monaco Gyosho Morishita.

Nel frattempo, la Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Ragusa ha dichiarato la propria disponibilità ad avviare le procedure per l’apposizione del vincolo paesaggistico e monumentale nell’area della pagoda buddista.

Tutti questi elementi potrebbero portare in una direzione precisa: stabilire la pubblica utilità del complesso e garantire l’uso pubblico e universale.

Dal comune arriva la risposta del sindaco Maria Rita Schembari. “Stiamo lavorando per trovare una soluzione per la pagoda di Comiso. Non anticipo nulla per ora. Speriamo di riuscire a portare a termine il progetto”.

La pagoda di Comiso venne realizzata nel 1998 dal monaco buddista giapponese Gyosho Morishita, giunto a Comiso nel periodo delle manifestazioni pacifiste dei primi anni 90. Nel tempo sono stati realizzati sia la pagoda che il tempio. Due anni fa, però, sono iniziati i problemi. La proprietaria della stradella di accesso ne ha impedito l’utilizzo e Morishita è rimasto isolato in cima alla collina. I volontari gli portavano il cibo attraverso una ripida trazzera scoscesa. Poi è stata realizzata la strada. E nel frattempo si guarda anche al futuro della pagoda per garantire che essa sopravviva e diventi punto di riferimento anche per le generazioni future.

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