Carenza di professionisti all’Asp: 5 anestesisti in pensione nei tre presidi ospedalieri

Carenza di professionisti specializzati in anestesia. Una piaga per l’Asp 7 di Ragusa sulla stessa emergenza di altre realtà sanitarie dell’isola. L’azienda iblea, seguendo l’iter di legge che autorizza tali procedure, ha affidato l’incarico a cinque professionisti in quiescenza. Tutti specialisti di anestesia e rianimazione. Un provvedimento importante, fondamentale per la realtà sanitaria del Ragusano dove la carenza di anestesisti si è fatta sentire negli anni mettendo in seria difficoltà anche l’attività chirurgica di routine.

I cinque professionisti in pensione sono stati destinati nelle tre strutture ospedaliere della provincia.

Tre anestesisti sono stati chiamati ad operare nell’ospedale Giovanni Paolo II, uno all’ospedale “Maggiore Giovanni Baglieri di Modica” ed uno nel distretto ospedaliero dell’ipparino, Comiso e Vittoria. Il medico che si trova a Modica ha dato la doppia disponibilità ad operare sia al “Maggiore Nino Baglieri” che a Ragusa. Per arrivare a questo risultato l’azienda sanitaria iblea aveva indetto un avviso pubblico di manifestazione d’interesse per medici di anestesia e rianimazione collocati in quiescenza. All’appello avevano risposto i professionisti che sono stati destinati nei tre presidi ospedalieri della provincia.

L’azienda sta vagliando l’ipotesi di una convenzione esterna per sopperire l’emergenza.

“L’Asp 7 ha già approvato una convenzione con un’associazione che dovrebbe fornire gli anestesisti. Con il commissario straordinario affronteremo oggi questo argomento anche perchè seppure la convenzione sia pronta manca la completa operatività della stessa. La chiamata esterna dovrebbe avere la durata di un anno per ogni professionista. L’aver fatto ricorso alla chiamata di cinque anestesisti in pensione non risolve la carenza di cui soffre la sanità iblea. Ci vorrebbero altre unità, siamo ben consci delle necessità manifestate nei presidi ospedalieri. E’ questo un argomento che affronteremo nell’immediatezza con il commissario Fabrizio Russo”.

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