Ci voleva Selvaggia! Quando le polemiche sono sacrosante

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E’ stata la polemica di Ferragosto. E che ben vengano le polemiche, soprattutto quando sono sacrosante.

Ci voleva Selvaggia a far emergere un problema di cui noi, in primis come RagusaOggi, ci occupiamo da anni: la piaga dell’immondizia nelle strade della Sicilia.

Selvaggia Lucarelli era a Noto ma di certo Noto non è un caso isolato. Quante volte abbiamo denunciato il problema? Quante volte ne abbiamo parlato? Quante volte i cittadini, indignati, ci hanno scritto segnalando discariche in tutta la provincia? L’ultimo nostro articolo, in ordine di tempo che riguarda il problema dei rifiuti, è del 14 agosto, quando sono stati dati alle fiamme cumuli di spazzatura sulla Modica-Ragusa. Perché poi finisce così, dalla vergogna si passa al fuoco, tentando di nascondere lo scempio, come se un bell’incendio potesse cancellare la realtà.

Selvaggia Lucarelli ha avuto il merito di aver fatto emergere un problema serio, gravissimo, e di averlo portato alla ribalta nazionale. E che ben venga. Inoltre, ha messo in luce l’inadeguatezza di una certa classe politica che si preoccupa più del danno d’immagine che le denunce creano e non della realtà dei fatti.

La risposta del sindaco di Noto, che fa l’offeso, è abbastanza imbarazzante: è il classico metodo del nascondere la polvere sotto il tappeto.

La Sicilia è bella, bellissima. Ma questo lo sappiamo già. Ciò che la classe politica, a tutti i livelli, non riesce a comprendere è che questa immagine di terra mitica fatta di bellezze architettoniche straordinarie, di paesaggi incantevoli, di sole, mare e cibo squisito, è quanto di più fragile possa esserci. E’ un’immagine che poggia su basi di cera, basta poco per farla crollare. Basta semplicemente un turista più consapevole, una giornalista e personaggio televisivo che non ha peli sulla lingua e quell’immagine, inevitabilmente, è destinata a crollare su stessa dall’interno, mettendo in luce quanto in realtà sia vuota.

In questi anni abbiamo visto vip, matrimoni da favola e registi che hanno scelto la Sicilia e il sud-est come destinazione prediletta. Alcuni di loro hanno anche acquistato casa da queste parti, dando lustro a questa terra. Ma tutto questo non basta. E’ solo una facciata luccicante ma basta appena grattare la superficie per accorgersi di quanto sia fragile questa visione mitologica che ci siamo costruiti.

Gli incendi, qualcosa avranno pur voluto dire: siamo all’ABC del pensiero razionale, è impensabile che in giro ci siano così tanti piromani. E’ chiaro, anche per chi non è un giornalista di professione, che siamo di fronte a qualcosa di molto più complesso di un semplice atto di piromania. E le fumarole abusive che ammorbano l’aria? Un altro fenomeno che è talmente sotto gli occhi di tutti, solo chi non ha gli occhi per vedere può non accorgersene. Le spazzatura sulle strade, poi, è una vergogna che ci perseguita da anni e nessuno, fin’ora, a parte dentro le mura di un comune dove è anche possibile fare un’accurata vigilanza, è riuscito a risolvere. Ma basta andare appena fuori città per rendersi conto di quante micro discariche vi siano dislocate sul territorio. Per non parlare del problema delle plastiche serricole di Marina di Acate, delle discariche ufficiali sempre al collasso, della rete idrica che fa acqua da tutte le parti (perdonateci il gioco di parole) e della corrente elettrica che salta ogni due minuti perché basta qualche condizionatore in più per mettere in ginocchio un’intera isola.

E allora, prima di parlare di cabine di regia, di rilancio del turismo, di sud-est alla riscossa, di registi, attori, e vip che si sono innamorati della Sicilia perché qui hanno trovato l’eden, parliamone seriamente.

Che ben venga Selvaggia Lucarelli, che grazie alla sua notorietà e alla sua onestà intellettuale, è riuscita a sollevare il velo su queste vicende e, almeno a tanti, ha fatto aprire gli occhi.

E’ sempre meglio una brutta verità che una pietosa bugia e per quanto sgradevole, bisogna imparare a farci i conti.

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