PERCHE’ DIAMO IL VOTO A QUESTI PERSONAGGI?

Come fa uno che è stato bocciato tre volte alla maturità a laurearsi in un anno? “Si vede che è diventato intelligente!” dice Arben Dybeli, rappresentante per l’Italia dell’Ateneo Kristal di Tirana, dove il Trota “si è laureato” (Il Fatto Quotidiano), conseguendo la sua laurea in Gestione Aziendale.

Dybeli non ricorda né Renzo Bossi né Pierangelo Moscagiuro (l’amico di Rosi Mauro anche lui Dottore in Albania), ma è normale visto che la Kristal ha 25.000 iscritti. E, per quanto riguarda la laurea del Trota… per ora Dybeli non ha elementi per sospettare qualcosa di poco lecito. Riguardo alla laurea di tre anni conseguita in uno… e senza probabilmente mai essere stato in Albania… non ne sa nulla… “Evidentemente Bossi è stato a Tirana”, ragiona Dybeli, “ha seguito i corsi e ha sostenuto gli esami”. Ventinove esami in un solo anno? Dopo aver ripetuto più volte la maturità? “Non saprei”, taglia corto il coordinatore europeo della Kristal, “si vede che tutto d’un colpo è diventato intelligente”!

Non solo la laurea in Albania di Renzo Bossi. Dalle inchieste sulla Lega, ora emergono dubbi anche sul diploma di Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega. Fin dall’inizio delle indagini infatti, i magistrati hanno cercato di capire i criteri che portarono i vertici del partito a scegliere Belsito come tesoriere, pur in assenza di competenze specifiche. Belsito avrebbe raccontato all’inizio di ogni interrogatorio di avere un diploma di ragioniere. Ma quando gli inquirenti hanno chiesto di più, hanno accertato che l’ex tesoriere l’avrebbe conseguito presso un istituto privato di Frattamaggiore (Napoli), fallito da tempo. Sembra inoltre che l’ex cassiere abbia preso una laurea on line presso l’ateneo “John Kennedy” al termine di un corso di laurea in scienze politiche.

Ora che in un’epoca di istruzione di massa qualche sfigato che non riesce a prendere neanche il diploma in meno di tre anni, catapultato, senza sapere come, nel bel mondo, pensi di mettersi alla pari comprando uno o più titoli di studio che altrimenti non riuscirebbe mai a conseguire, può anche capirsi. Ma il soggetto potrebbe essere, al più, oggetto della nostra compassione.

Capita invece, pare solo in Italia, che tutte le persone che raggiungono i loro obiettivi per le vie brevi, invece di suscitare pietà, suscitano ammirazione fino ad essere eletti in politica ai massimi livelli. E così in Parlamento e al Governo mandiamo gente che paga per avere l’amore, paga per avere i titoli di studio (non per studiare), ruba per avere i soldi per fare ciò di cui sopra.

Poi ci accorgiamo che l’Italia, pur nella crisi globale, è il paese che arranca tra gli ultimi, mentre i paesi dell’est, dove le persone per vivere si ammazzano a lavorare, a studiare veramente, hanno un tasso di crescita economica che noi abbiamo da tempo dimenticato.

Ora abbiamo un governo di tecnici che cerca di fare quello che può e che ci ha regalato il presidente Napolitano, perché mai gli elettori avrebbero votato queste persone. Sarà mai possibile un giorno che gli italiani capiscano che il progresso, la civiltà, la ricchezza sono figli, non del denaro, ma dei sacrifici, dello studio, della buona volontà, che si conquistano un poco alla volta e non si comprano in un solo giorno? E che diano il voto a quelle persone che hanno conquistato con lo studio e i sacrifici la capacità di amministrare la cosa pubblica?

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