Dichiarazioni del Sindaco di Ragusa Nello Dipasquale sulla riduzione del numero dei parlamentari regionali in Sicilia
“Il disegno di legge costituzionale sulla riduzione dei parlamentari siciliani da 90 a 70 (oltre a quelli sulla riduzione dei consiglieri di Friuli Venezia Giulia e Sardegna) è stato previsto all’ordine del giorno del Senato la prossima settimana, a partire da martedì 17 aprile. Lo ha stabilito all’unanimità la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. La costituzione prevede una doppia lettura con un pausa di tre mesi tra l’una e l’altra, quindi, dovrebbe essere approvato definitivamente entro l’anno. A questo punto anticipare di qualche mese le elezioni regionali, per conservare 20 deputati in più, è un atto di pirateria contro il popolo siciliano”.
Lo dice Nello Dipasquale, sindaco di Ragusa.
“Aumenterebbe il discredito nei confronti di una classe dirigente che non ha la capacità di governare la Sicilia – aggiunge – ma usa tutti i mezzi per salvaguardare la propria poltrona. Se i consiglieri regionali venissero ridotti, soltanto nelle altre regioni (a statuto speciale) si dimostrerebbe che la Sicilia è una zona franca nella quale la classe dirigente non è in grado di fare sacrifici. Anzi per salvaguardare se stessa è anche disposta a mettere da parte le contrapposizioni politiche durissime durate anni. Chi non è in grado di riformare se stesso non può riformare nessuno”.
“Le elezioni anticipate – continua – si dovevano chiedere quando è stata ribaltata la maggioranza decisa dai siciliani. Al punto in cui si è arrivati bisognerebbe tentare di dare un senso a questa legislatura, approvando qualche riforma in grado di incidere sulle drammatiche condizioni sociali ed economiche della regione e consentire che il parlamento nazionale concluda l’iter di approvazione della riforma costituzionale. L’assemblea, tra le altre cose, ha lasciato in sospeso anche la riforma delle provincie regionali che, piuttosto che essere eliminate, come io stesso sostengo già da tempo, le ha lasciate in vita senza però definirne compiti e funzioni, provocando il commissariamento della provincia di Ragusa, e in caso di voto anticipato, rischiando di creare una situazione di enorme incertezza per le provincie che vanno in scadenza al 2013. Temo che i nostri rappresentanti all’Assemblea Regiona abbiano dimenticato del tutto di occuparsi degli interessi della gente, dando l’impressione di essere trasversalmente impegnati a salvare sé stessi, servendosi senza scrupoli delle istituzioni e della politica”.
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