MOLTE LE RIFLESSIONI SUL MESTIERE DEL GIORNALISTA IN OCCASIONE DELLA FESTA DI SAN FRANCESCO DI SALES

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Il nuovo presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena, ospite dell’assemblea degli iscritti della sezione di Ragusa dell’Assostampa, convocata dal segretario provinciale Giovanni Molè in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

L’incontro, aperto anche ai non iscritti, ha consentito un lungo dibattito con il Presidente Arena sulla imminente riforma dell’ordine dei Giornalisti.

Molte le problematiche sollevate: il valore dell’albo dei pubblicisti, la garanzia di una tariffa minima dignitosa per ogni articolo pubblicato, un maggiore controllo sugli iscritti e sulla qualità del lavoro prodotto. Ed ancora la sensibilizzazione degli editori verso una seria capacità di informazione, che riesca a garantire sia la dignità del giornalista che le aspettative del lettore. Infine l’accesso alla professione.

Il Presidente, presente a Roma il 18,19 e 20 gennaio alla riunione del Consiglio nazionale dell’Ordine, ha riportato le ipotesi più accreditate che stanno circolando e ha condiviso le sensazioni personali riguardo alla riforma, che comunque si farà. L’ordine regionale ha infatti pubblicato un importante documento sul sito ufficiale contenente le principali linee guida approvate, alla luce delle novità introdotte dalle legge 148 del 2011 e successive modificazioni.

I punti salienti riguardano quindi le modalità di accesso alla professione (requisiti necessari una laurea e aver svolto un tirocinio di 18 mesi), si attende adesso un regolamento esplicativo. Dall’entrata in vigore della riforma, chi avrà superato l’esame di Stato sceglierà se iscriversi nell’elenco Professionisti o in quello Pubblicisti.

Non è ben chiaro cosa accadrà a tutti coloro i quali sono già iscritti all’ordine dei pubblicisti, le linee guida parlano di un iter transitorio di accesso all’esame di Stato (dalla durata massimo di un quinquennio), fermo restando che i pubblicisti non intenzionati ad avvalersi di tale normativa, restano iscritti all’elenco di appartenenza.

Un altro tema scottante esposto da Arena è quello dell’introduzione di un percorso di formazione permanente per gli iscritti mediante l’attribuzione di crediti, anche se ancora non è den definito se sarà a carico dell’ordine o dei singoli professionisti.

Nonostante la piena disponibilità da parte del Presidente dell’Ordine al dibattito e al confronto, non è stato possibile avere delle certezze poichè si tratta ancora di un processo di riforma in fieri al quale potrebbe intervenire anche il Governo.

Appare chiaro comunque che il mestiere del giornalista, ruolo chiave in una democrazia degna di tale nome, merita una riforma che ne preservi la dignità e mantenga la presenza di un ordine che ne tuteli il lavoro, anche dal punto di vista qualitativo. Una revisione degli elenchi (Professionisti e Pubblicisti) è auspicabile, per determinare chi veramente svolge la professione e in che modo.

Basta insomma con le “iscrizioni facili” per i pubblicisti, a volte rei di pagarsi i contributi per ottenere le certificazioni necessarie, e basta con i “professionisti del copia e incolla”, capaci di produrre una mole di articoli giornalieri spaventosa ma qualitativamente non all’altezza.

Al dibattito è intervenuto anche il nostro direttore che ha difeso la posizione dei giovani aspiranti giornalisti in corso di iscrizione all’albo dei pubblicisti e che rischiano in caso di riforma del sistema di non potere accedere alla professione.

 

 

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